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500 milioni di euro all'anno dall’Europa per sfamare i bisognosi

500 milioni di euro all'anno dall’Europa per sfamare i bisognosi
Salvato il programma che consentirà di distribuire cibo fino a tutto il 2013. De Castro: bene, ma guardiamo oltre. Scottà: allineare le collette alimentari.

15 Febbraio 2012

Paolo De Castro

Nome: Paolo

Cognome: De Castro

Gruppo Parlamentare: S&D

E-mail: paolo.decastro@europarl.europa.eu

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Giancarlo Scottà

Nome: Giancarlo

Cognome: Scottà

Gruppo Parlamentare: EFD

E-mail: giancarlo.scotta@europarl.europa.eu

Attività

Tag agricoltura, consumatori

Il programma europeo Cibo per i bisognosi continuerà a fornire alimenti per i cittadini europei in stato di necessità per altri due anni, dopo che il piano di salvataggio è approvato dal Parlamento europeo e concordato con il Consiglio.
Vi fanno affidamento 18 milioni di persone e in 20 paesi.

Le nuove regole saranno applicate retroattivamente dal primo gennaio di quest'anno, permettendo al programma di andare avanti fino alla tutto il 2013 con un budget annuale di massimo 500 milioni di euro.

Per il Presidente della Commissione Agricoltura Paolo De Castro, mantenere il programma operativo con la copertura finanziaria fino alla fine del 2013 è un «risultato importante ma non è la fine della vicenda: dobbiamo continuare a esercitare pressione politica per assicurarsi che l'Ue continui a mostrare solidarietà verso i più deboli della nostra società anche dopo».

La dinamica del piano nel tempo e il voto tedesco
Il piano per la distribuzione di cibo gratuito ai cittadini più bisognosi fu avviato nel 1987 nell'ambito della Politica agricola comune.
Il cibo proveniva originariamente dalle scorte d'intervento della Pac, ma essendosi ridotte nel tempo si è dovuto fare maggiore affidamento agli acquisti sul mercato.
Nell'aprile 2001, la Corte di Giustizia europea ha stabilito che il programma poteva utilizzare unicamente cibo proveniente dalle scorte d'intervento.
Senza la soluzione approvata gli stanziamenti del programma per quest'anno si sarebbero ridotti a 133 milioni.
Una proposta di aggiornamento del regolamento, che avrebbe permesso al programma di continuare a comprare cibo nel libero mercato, è stata bloccata dal Consiglio fino al novembre 2011, periodo in cui la Germania ha acconsentito alla continuazione del programma, con fondi appositi, fino alla fine del 2013.

Per Giancarlo Scottà «le iniziative locali a favore delle persone in difficoltà, come le collette alimentari dovrebbero trovare maggior spazio all'interno di questo programma. Inoltre chi vuole contribuire spontaneamente a queste iniziative, ma non sempre trova canali disponibili, dovrebbe avere la possibilità di potersi organizzare anche attraverso la rete».

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