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800 MHz per tutti i cellulari nell’Ue dal 2013

800 MHz per tutti i cellulari nell’Ue dal 2013
Per ridurre il digital divide si propone di utilizzare il dividendo digitale lasciato in eredità dalle frequenze analogiche. Obiettivo: 30 Mbps per il 2020.

11 Maggio 2011

Il Parlamento ha approvato in prima lettura (con 615 voti a favore, 26 contrari e 16 astensioni) i piani per accelerare la diffusione dei servizi Internet per telefoni cellulari.

Secondo il testo approvato la diffusione di connessioni Internet mobile è la sola strada per garantire un accesso a banda larga a tutti i cittadini europei, inclusi quelli che abitano zone remote.

L'obiettivo può essere raggiunto mettendo a disposizione il cosiddetto "dividendo digitale", ossia le frequenze liberate dal passaggio della televisione dall'analogico al digitale nei vari Stati membri.

L'obiettivo del programma in materia di politica di spettro radio è assicurare una copertura con banda larga totale nell'Ue per il 2013 e un accesso ad alta velocità, di almeno 30 Mbps, per il 2020 e coprire cosi il divario digitale esistente fra i vari paesi e all'interno degli stessi.

Anche se l'assegnazione delle frequenze è di competenza nazionale, le regole su come condividere l'insieme dello spettro radio fra operatori e utenti devono essere decise a livello europeo.

La proposta della Commissione approvata dagli eurodeputati prevede che gli Stati membri predispongano per il 2013 una copertura con banda a frequenza di 800 MHz per permettere un accesso a uguali condizioni per i servizi Internet su cellulare.

I deputati hanno approvato un emendamento per consentire ai governi nazionali di rimandare il raggiungimento di tale obiettivo fino al 2015 nel caso di problemi di coordinamento con le frequenze di paesi terzi.

Il Parlamento ha anche modificato la proposta originale per chiedere che per il 2015 siano disponibili bande di 1,5 GHz e 2,3 GHz e uno spettro radio per il traffico Internet su telefonia mobile di almeno 1,2 GHz per permettere l'utilizzo di servizi di qualità.

Il Consiglio dei Ministri Ue discuterà la proposta legislativa il 27 maggio. Consiglio e Parlamento, difatti, non hanno ancora raggiunto un accordo su un testo comune.

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