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A che punto è la libertà di comunicazione in Europa

La Commissione europea ha avviato due consultazioni in tema di agenda digitale: una sull'indipendenza dei garanti nelle comunicazioni e una sulla libertà e il pluralismo dei media.

22 Marzo 2013

La Commissione europea ha avviato due consultazioni pubbliche che resteranno aperte fino al 14 giugno sui temi della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione in Europa.

La prima invita a esprimersi su temi come la competenza dell’Ue in fatto di protezione della libertà dei media, i ruoli delle autorità pubbliche e l’autoregolamentazione o la protezione delle fonti giornalistiche in Europa.
I risultati della consultazione permetteranno alla Commissione di stabilire se esista un ampio consenso per un intervento a livello nazionale o a livello Ue in settori disciplinati dai trattati.

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La seconda cerca di capire come garantire l’indipendenza dei regolatori dei media audiovisivi, già soggetti a una regolamentazione dell’Unione.
La consultazione chiede se l’indipendenza dei regolatori possa essere rafforzata attraverso una revisione dell’articolo 30 della direttiva sui servizi di media audiovisivi.

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Lo scopo della direttiva sui servizi di media audiovisivi è realizzare un mercato unico di tali servizi e garantire la certezza del diritto nel settore tele-audiovisivo europeo.
La direttiva crea pari condizioni di concorrenza per i servizi di radiodiffusione televisiva e i servizi di media audiovisivi a richiesta in tutta Europa e punta a preservare le differenze culturali, a tutelare i minori e i consumatori in genere, a difendere il pluralismo dei media e a contrastare l’odio basato su razza, genere, nazionalità e religione.