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A Pechino il primo Centro per le Pmi europee

A Pechino il primo Centro per le Pmi europee
Inaugurato da Antonio Tajani: «se non vogliamo la delocalizzazione, lavoriamo all'internazionalizzazione delle nostre imprese». Finanziato dall'Ue, sarà attivo da gennaio 2011.

Maria Palladino

11 Novembre 2010

Inaugurato a Pechino dal vicepresidente della Commissione europea e responsabile per imprese e industria, Antonio Tajani il Centro per le piccole e medie imprese dell'Unione europea che sarà operativo da gennaio 2011.

Finanziato dalla Commissione europea, questo nuovo ente fornirà informazioni, consigli, formazione e occasioni d'abbinamento alle Pmi europee che desiderino esportare o investire nel mercato cinese.

«L'inaugurazione del Centro per le Pmi dell'Ue a Pechino - ha spiegato Antonio Tajani - costituisce una tappa importante nell'attuazione dello Small Business Act, che è la principale iniziativa Ue finalizzata al sostegno delle Pmi, e nell'applicazione concreta del principio "pensare anzitutto in piccolo», che riassume la politica europea in favore delle imprese.

Il Centro, che sarà gestito da un consorzio di camere di commercio europee, guidato dal China-Britain Business Council e di cui faranno parte le camere di commercio del Benelux, francese, tedesca, italiana, spagnola, la camera di commercio dell'Unione europea in Cina ed Eurochambres, aiuterà le Pmi europee a superare i problemi cui dovranno far fronte per operare sul mercato cinese, in particolare nelle prime fasi del loro sviluppo.

«Mi sembra molto importante e utile l'iniziativa di aprire un Centro per le Pmi a Pechino» ha affermato Ennio Lucarelli, vice presidente Vicario di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici nel corso del Forum dell'Innovazione Italia Cina.

Oggi il 25% delle piccole e medie imprese europee esporta o ha esportato i propri beni o servizi all'estero e la Commissione prevede che questa percentuale sia destinata ad aumentare considerevolmente, specialmente verso Paesi con economie in rapida crescita come la Cina che, secondo quanto prevede il Conference Board, uno dei più autorevoli network globali di imprese, nel 2012 potrebbe superare quella americana.

Tajani sottolinea che la Cina è un mercato «di importanza fondamentale, ma è anche un mercato difficile. Sono diverse le leggi, le regole, il modo di funzionamento della burocrazia e spesso le imprese piccole non sono in grado di affrontare da sole questi problemi. Questo è un primo passo per lavorare insieme al governo e alle imprese cinesi per rafforzare la presenza europea in Cina e quella cinese in Europa. Se non vogliamo la delocalizzazione dobbiamo lavorare all'internazionalizzazione delle nostre imprese».

Proprio per questo motivo la Commissione ha annunciato l'intenzione di pubblicare nel corso del 2011 un documento sulla nuova strategia per l'internazionalizzazione delle Pmi europee.

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