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Diffusione della cultura europea

Accedere alla cultura europea con un click

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Fissate le prossime tappe della biblioteca digitale europea per la coesione interculturale tra i Paesi membri. Occorrono maggiori contenuti, più strumenti per la sostenibilità economica del progetto e una campagna di informazione agli Stati membri. Diritto d'autore sotto esame.

19 Aprile 2010

Nel giorno di apertura della sessione plenaria, il vicepresidente della Commissione europea per la cultura e l'istruzione, Helga Trüpel, ha presentato la relazione "Europeana - le prossime tappe".

Europeana è un progetto ambizioso e sfidante che ha preso forma nel novembre del 2008 con lo scopo di rendere accessibile a tutti il patrimonio culturale e scientifico europeo.

Gli obiettivi sono tanti e si spera di raggiungerli tutti nei tempi prestabiliti.
Oggi Europeana offre 4,6 milioni di opere digitalizzate.
Si vogliono raggiungere 10 milioni di contenuti entro giugno 2010, data in cui è previsti il lancio di una nuova versione in cui tutti possono disporre del materiale nella loro lingua madre.
Un altro obiettivo è far sì che Europeana abbia visibilità permanente su Internet, rendendo il patrimonio europeo, diverso e comune, parte integrante dell'infrastruttura informativa dell'Europa di domani.

Il progetto, seppur ambizioso, presenta due principali problemi: il primo è relativo alla sostenibilità economica, il secondo alla normativa sul diritto d'autore.

Per quanto riguarda la questione economica, il modello di finanziamento della biblioteca digitale europea è passato da uno esclusivamente comunitario a un modello in cui le risorse provengono non solo dalla Commissione (tramite il programma Competitività e innovazione) ma anche dagli Stati membri, da alcune istituzioni culturali e dalla sponsorizzazione del settore privato.
In questo senso, occorre individuare e sviluppare nuovi modelli di finanziamento sostenibile dal 2013.
Una delle prospettive consiste nel passare dall'attuale finanziamento basato su contributi più strutturati da parte delle istituzioni pubbliche e progetti a partenariati pubblico-privati. Questi ultimi possono avere varie forme come la sponsorizzazione privata, pagamento dei link forniti da Europeana a contenuti di organismi che li cedono a fronte di un corrispettivo, nonché modelli più spinti che coinvolgono direttamente il settore privato nella gestione della biblioteca digitale.
Ovviamente tutto ciò deve essere realizzato sulla base di principi guida e regole comuni.
I modelli di finanziamento pubblico dovranno includere un maggiore contributo da parte degli Stati membri e un contributo comunitario costante dopo il 2013.

Per quanto concerne la questione dei contenuti protetti dal diritto d'autore, occorre individuare nuove soluzioni affinché Europeana possa includere nella sua offerta multimediale anche tali opere, in particolare quelle profane ed esaurite, in base ad un approccio settoriale, rispettando sempre la normativa e preservando i legittimi interessi degli aventi diritto.
Si tende a forme di licenze collettive estese o altre pratiche di gestione collettiva.
Risolvere questo problema significa evitare che il XX secolo diventi una sorta di buco nero.

Un'ulteriore considerazione è stata fatta in merito al contributo culturale di ciascun Paese il quale non risulta uniforme sia per numero di oggetti sia per tipi di materiali messi a disposizione tra gli Stati membri.
In Europeana è disponibile solo il 5% dei libri digitali, quasi la metà proviene dalla Francia. Contribuiscono in maniera rilevante anche Germania (16%), Paesi bassi (8%) e il Regno Unito (8%) mentre tutti gli altri Paesi forniscono meno del 5%.
Occorre quindi un'adeguata campagna che incoraggi gli Stati membri a elaborare progetti di digitalizzazione a tutti i livelli possibili, che accellerino il ritmo di digitalizzazione dei contenuti culturali per conseguire l'obiettivo suddetto.

Europeana permette agli Stati membri di conseguire benefici economici derivanti dalla digitalizzazione, dal momento che il patrimonio culturale digitalizzato ha importanti ricadute economiche, specialmente sui settori legati alla cultura, e rafforza l'economia della conoscenza.
Questo portale dovrà diventare uno dei principali punti di riferimento per l'istruzione e la ricerca e permetterà di avvicinare i giovani al loro patrimonio culturale diventando una zona di convergenza per la coesione interculturale. Particolare attenzione va alla possibilità di essere una biblioteca accessibile a tutti ossia disponibile in tutte le lingue ufficiali e che tenga conto delle esigenze dei disabili.

Consultate il portale Europeana.

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