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Digital agenda
Agenda digitale Ue: il punto è creare competenze e fare R&D
19 Giugno 2012
- Proposta una firma elettronica unica per il mercato digitale
- Digitale ed energia centrali alla nuova rivoluzione industriale europea
- Kroes: alle Tlc europee servono tre C
- Il roaming nell'Ue cambia dal primo luglio
- Come si riducono i costi per l’Internet ad alta velocità?
- La Commissione ci chiede come vogliamo l’Internet delle cose
- Kroes: la salvezza dell'Europa è nel digitale
- Nell'informatica c'è lavoro per gli europei
Le parole tranchant di Kroes fanno da preludio alla scheda di valutazione per l'Agenda digitale della Commissione europea.
Alcuni sviluppi positivi
Dalla scheda risulta che il 95% dei cittadini europei dispone di una connessione fissa a banda larga.
Gli utenti e le imprese stanno rapidamente passando all'internet mobile, la cui adozione è cresciuta del 62%, e si contano 217 milioni di abbonamenti alla banda larga mobile. 15 milioni di europei si sono collegati per la prima volta nel 2011 e ora il 68% dei cittadini europei frequenta regolarmente internet e 170 milioni le reti sociali.
Grecia, Portogallo e Irlanda hanno adottato l'amministrazione in rete per mantenere la qualità dei servizi pubblici. Oltre alla Repubblica ceca, il maggiore incremento nell'offerta e nell'uso dell'amministrazione in rete si è dunque verificato nelle economie con problemi economico-finanziari.
Punti dolenti: competenze che mancano per il lavoro che ci sarà
In materia di Ict la metà della forza lavoro europea non ha competenze sufficienti per poter trovare o cambiare lavoro.
Se il 43% della popolazione dell'Ue possiede competenze digitali di livello medio o elevato, circa la metà della forza lavoro non ritiene sufficienti le proprie competenze nell'attuale mercato del lavoro: quasi il 25% non ha competenze in materia di Ict.
Questi problemi rendono difficile soddisfare le offerte di lavoro nel settore Ict, che saranno dell'ordine di 700.000 entro il 2015.
E-commerce che non decolla
Gli acquisti online sono ancora un'attività nazionale. Il 58% degli utenti Internet nell'Ue effettua acquisti online ma soltanto uno su dieci lo ha fatto su un sito web con sede in un altro Stato membro.
Le barriere linguistiche e le formalità burocratiche sono i maggiori problemi.
L'utilizzazione del commercio elettronico da parte delle Pmi non è progredita.
Ricerca e sviluppo esigua
Gli investimenti nella ricerca non tengono il passo necessario. La ricerca pubblica è stata risparmiata dalle misure di austerità, ma la crescita della spesa è nettamente inferiore al 6% annuo necessario per raddoppiare gli investimenti pubblici entro il 2020.
Gli investimenti nella ricerca commerciale sono in calo. L'intensità di R&D nel settore Ict nell'UE è attualmente pari a meno della metà dell'intensità di R&D negli Usa.
Le Tlc in posizione dominante
Le società di Tlc continuano ad addebitare ai loro clienti tariffe di roaming mobile eccessive. Nel biennio 2011-2012 altre società hanno interrotto questa pratica e hanno offerto pacchetti di prezzi o tariffe di roaming che rispecchiano i prezzi nazionali.
Tuttavia in media i consumatori continuano a pagare per le chiamate in roaming tre volte e mezzo il prezzo delle chiamate nazionali.
Complessivamente, delle 101 azioni dell'Agenda digitale, 34 sono valutate completate, 52 sono a buon punto e 15 sono in ritardo o rischiano di essere in ritardo.
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