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Agrofarma: più attenzione per innovazione e ricerca nell'agroalimentare

Agrofarma: più attenzione per innovazione e ricerca nell'agroalimentare
All'assemblea annuale romana dell'associazione aderente a Federchimica opinioni contrastanti sulla necessità di maggiori investimenti per la ricerca pubblica in agricoltura. Sostegno al primario e all’innovazione: su quale puntare?
Si è svolta a Roma il 13 maggio l'assemblea annuale di Agrofarma (Associazione Nazionale Imprese Agrofarmaci) dal titolo “Un nuovo modello di agricoltura. Gli agrofarmaci per un'agricoltura evoluta e sostenibile”.

Nel corso dei loro interventi, i rappresentanti dei principali enti di ricerca, di aziende produttrici di fitosanitari, associazioni di agricoltori e di consumatori si sono confrontati sul modello di agricoltura del prossimo futuro e sul ruolo che in esso sarà giocato da innovazione, sostenibilità economica e ambientale, formazione e professionalità degli operatori agricoli.

La discussione in vista di una riforma della Pac si è sostanzialmente divisa tra sostenitori di aiuti alla ricerca e all'innovazione nel settore primario e in quello delle biotecnologie.

Fallito l'attuale sistema dei contributi diretti
Alessandro Olper, Professore Associato in Economia ed Estimo rurale presso l'Università degli Studi di Milano, ha rilevato come il sistema degli aiuti diretti all'agricoltura non sia riuscito ad ottenere i risultati sperati né in materia di aumento di reddito ed occupazione agricola, né di maggiori sicurezza alimentare ed ecosostenibilità.

E arriva da più parti la richiesta di una revisione dei criteri di attribuzione di tali contributi che spesso non sono nemmeno arrivati a veri e propri imprenditori agricoli.

Olper ha sottolineato come si stia mettendo sempre più in evidenza un distacco del nostro paese, e in generale dell'Unione europea, rispetto agli Usa e ai paesi emergenti in termini di innovazione del settore e produttività agricola. La resa delle coltivazioni risulta aumentata del 4,1% in Sud-America e 2,2% negli Usa contro solo l'1,2% in Italia ed addirittura lo 0,7% medio nell'Ue.

La necessità di maggiori investimenti per la ricerca pubblica nel settore agroalimentare, delle bioenergie e dell'ambiente viene valutata intorno ai 10-15 miliardi di euro l'anno. In particolare, il primario, è stato indicato da Olper come il settore che ha sempre garantito il maggior ritorno.

Contrastanti le reazioni all'intervento di Olper

Maggiori sostegni agli agricoltori
Da una parte, Giuseppe Blasi responsabile della direzione generale competitività per lo sviluppo rurale del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), ha affermato che il sostegno pubblico al primario in Italia, sommando gli interventi nazionali a quelli dell'Ue, raggiunge il 30% del Pil come avviene per altri settori. Anche Blasi ha ribadito la necessità di maggiori fondi pubblici, la cui erogazione è però ancora troppo strettamente dipendente dalle politiche comunitarie.

Massimo Gargano, vicepresidente di Coldiretti, si è dichiarato anch'egli d'accordo con l'idea di continuare e potenziare i sostegni al primario esprimendo dubbi e perplessità nei riguardi di un'innovazione spesso non desiderata da parte dell'opinione pubblica, soprattutto per quanto riguarda le biotecnologie. Come afferma, però, non si può “fare un passo indietro sull'ecocondizionalità e sulla buona agricoltura”.

Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-confcooperative, ha ripreso la questione dell'ecosostenibilità dell'agricoltura affermando che “il rispetto dell'ambiente ha però dei costi elevati a carico delle imprese” e che “occorre trovare un nuovo punto di equilibrio con un più efficace sostegno alla competitività”.

Chimica e biotecnologie essenziali per la competitività
Di avviso diverso Luca Bellotti (Pdl) membro della Commissione Agricoltura della Camera e Federico Vecchioni presidente di Confagricoltura, secondo i quali è indispensabile cambiare approccio all'innovazione, unica via di successo per superare l'attuale crisi e per arrivare ad un'agricoltura moderna e competitiva.

In occasione dell'assemblea annuale, Agrofarma ha presentato anche i risultati di un'attenta analisi sul settore degli agrofarmaci; nel corso del 2009, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti, sono stati investiti 48 milioni di euro in ricerca e sviluppo, cifra pari circa al 6% del fatturato annuale del comparto.

Luigi Redaelli, presidente di Agrofarma, sostiene che l'unica via per uscire dall'attuale profonda crisi che l'agricoltura sta attraversando è proprio quella di investire continuamente e sempre più in ricerca e innovazione, spesso erroneamente osteggiate da un'opinione pubblica poco informata.

Le nuove frontiere sono infatti ormai rivolte allo sviluppo di prodotti caratterizzati da un pericolo residuo nettamente inferiore a quello delle contaminazioni microbiologiche presenti nell'ambiente.

I fitosanitari aiutano inoltre il mantenimento delle proprietà organolettiche dei prodotti agroalimentari nel trasporto e ad aumentare la resa delle colture fino al 50% comportando una riduzione dei costi e una maggiore redditività dei terreni. Di conseguenza, in tal modo, si riduce anche la necessità di allargare le aree coltivate su nuove porzioni di terreno, salvaguardando habitat naturali e biodiversità.

Agrofarmaci fondamentali per garantire quantità e qualità del cibo
La domanda alimentare cresce sempre più e i fitofarmaci si riveleranno decisivi anche per far fronte al problema della malnutrizione che, secondo le previsioni della Fao, nel 2030 andrà ad interessare 2 miliardi di persone in più rispetto alle attuali 850.000.

Gli agrofarmaci sono sempre più selettivi, efficaci e a basso dosaggio: tutto ciò, unito a una corretta formazione degli agricoltori sul loro impiego riesce a garantire, sempre secondo Agrofarma, salute e una corretta igiene alimentare.

Insieme ad una semplificazione dell'iter autorizzativo di nuovi ritrovati diventa quindi fondamentale il ruolo della formazione professionale dell'agricoltore, diventato ormai un operatore estremamente specializzato nell'impiego di strumenti e sostanze necessarie per una salvaguardia della qualità dei prodotti e dell'ambiente che sia anche economicamente sostenibile.

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