Agroindustry, Food & Health
Sicurezza agro-alimentare
Agroinnova coordina il progetto europeo sulla biosicurezza
24 Febbraio 2011
- Finanziamenti per ricerca e innovazione: modifiche immediate
- 40 milioni per i ricercatori europei al loro primo progetto
- I risultati della ricerca scientifica sono Openaire
- 6 milioni di euro per la ricerca sugli organismi marini
- 270 assunzioni al Centro comune di ricerca: al via le iscrizioni
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- 13 milioni di ore di calcolo a disposizione della ricerca
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Tag agricoltura, ambiente, biodiversità, chimica, commercio, commercio internazionale, Commissione Europea, consumatori
Il progetto rientra nel Programma per la sicurezza del 7° Accordo Quadro e coinvolge 13 partner, 8 gruppi di lavoro e 3 continenti. Coordinatore del progetto è il centro di competenza Agroinnova dell'Università di Torino.
Questi sono solo alcuni dei numeri del network of excellence denominato Plant and Food Biosecurity e che ha preso il via il 1 febbraio 2011.
Il progetto si pone l'obiettivo di dar vita a un Centro di competenza virtuale in grado di incrementare la qualità e l'efficacia della formazione e della ricerca nell'ambito della biosicurezza agro- alimentare e di diventare un punto di riferimento a livello europeo.
In particolare, il progetto si propone di sviluppare adeguate conoscenze e strumenti di valutazione per organizzare e gestire una risposta efficace all'eventuale introduzione, sviluppo e diffusione dei più pericolosi patogeni delle piante; identificare le priorità per la ricerca e fornire elementi utili a migliorare il quadro normativo, gettando le basi per un'efficace identificazione di micotossine e agenti patogeni umani su prodotti vegetali, migliorando la prevenzione, il monitoraggio, la risposta e la cura delle malattie trasmesse attraverso prodotti contaminati; sviluppare modelli di rischio spazio-temporali, per migliorare la pianificazione di contromisure a livello locale e nazionale; migliorare i sistemi di monitoraggio e rilevamento delle malattie delle piante, favorendo la cooperazione tra laboratori a livello internazionale e sviluppando adeguati strumenti diagnostici; prevenire l'insorgere ed il diffondersi di patogeni all'interno della Comunità Europea, attraverso la definizione di specifiche procedure da mettere in atto a livello europeo, migliorando al tempo stesso le contromisure esistenti; costruire una forte cultura della consapevolezza sul tema della biosicurezza in tutti coloro che ricoprono ruoli di responsabilità nel settore agro- alimentare, condividendo le esperienze a livello internazionale e organizzando regolarmente corsi di formazione trans- nazionali e multi-disciplinari.
Per raggiungere questi obiettivi, la rete di eccellenza darà nuova forza a partnership già consolidate, le estenderà a nuovi Paesi e nuove istituzioni introducendo nuovi argomenti di dibattito.
I 13 partner coinvolti
In Italia sono cinvolti due partner.
Il primo è Agroinnova, il Centro di Competenza per l'Innovazione in campo agroambientale e agro-alimentare dell'Università di Torino attivato nel 2002 opera nel settore della ricerca di base e applicata, nel trasferimento di ricerca e tecnologie, nella formazione permanenete e della comunicazione nel settori agro- ambientale e agro- alimentare già partecipante nel periodo 2004- 2007 a un'iniziativa europea, ora è Coordinatore del progetto. Segue l'agenzia di comunicazione Spin-To nata a Torino nel 2009.
Inoltre, in Inghilterra vi sono l'Istituto Nazionale di Botanica Agricola (Niab), l'Agenzia per la Ricerca Ambientale e Alimentare (Fera) e l'Imperial College di Londra. In Germania c'è l'Istituto per le Scienze vegetali e la conservazione delle Risorse dell'Università di Bonn (Unibonn).
In Francia collabora l'Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica (Inra).
In Ungheria troviamo il Centro Ambientale Regionale per l'Europa Centrale e Orientale (Rec) e in Turchia l'Università Tecnica del Medio Oriente (Metu).
Per le Nazioni Unite c'è l'Istituto per la ricerca su Crimine e Giustizia (Unicri) e per Israele l'Organizzazione per la Ricerca Agricola (Aro).
Negli Stati Uniti vi sono due università, l'Istituto Nazionale per la biosicurezza agro-alimentare (Nimffab) dell'Università dell'Oklahoma e l'Università del Kansas.
Gli utilizzatori finali del progetto saranno le autorità responsabili a livello nazionale ed europeo della salute e della sicurezza delle piante e delle colture: potranno infatti identificare procedure di risposta adeguate, utilizzando modelli previsionali non molto dissimili da quelli attualmente utilizzati per l'analisi convenzionale dei rischi per la salute delle piante.
Per ulteriori informazioni sul progetto visitare il sito Plant&Food Biosecurity.
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