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Pirateria e privacy sul Web
Anti-contraffazione e privacy sul Web, serve più trasparenza
17 Marzo 2010
L'accordo in questione copre tutti i beni, materiali e non, che possono essere oggetto di contraffazione o pirateria, un mercato da 150 miliardi di euro l'anno. I negoziati, cui prendono parte Usa, Commissione UE e pochi altri paesi, sono iniziati nel 2008 e si svolgono al di fuori delle sedi delle organizzazioni mondiali competenti.
Il 10 marzo scorso il Parlamento ha votato quasi all'unanimità una risoluzione in cui ammonisce la Commissione ad attenersi alle disposizioni del trattato di Lisbona, che le impone di riferire al Parlamento su tutte le fasi di un trattato internazionale. Le preoccupazioni dell'organo UE riguardano soprattutto gli aspetti legati a Internet, al diritto all'accesso e alla privacy, secondo il principio che la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può limitare la libertà di espressione sulla Rete. Il timore è che l'Acta voglia riproporre la politica francese dei “tre avvisi”, già rigettata dal Parlamento. Questa, permette alle autorità di tagliare l'accesso al Web a un utente che scarichi illegalmente file dalla Rete, dopo avergli inviato due avvertimenti “bonari”.
Il 10 marzo, il più alto organo EU si è opposto anche alla possibilità di perquisizioni e confische “senza mandato” su dispositivi storage quali telefoni cellulari, lettori Mp3 e notebook.
Ora sta alla Commissione decidere come rispondere alle richieste.
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