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Giornata Nazionale Anticontraffazione
Anticontraffazione, si lavora per creare una coscienza diffusa
07 Luglio 2010
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Perché per una World Trade Organization che stima intorno all'8% i beni contraffatti all'interno del commercio mondiale, con un giro d'affari che già nel 2007 l'Ocse stimava non inferiore ai 200 miliardi di dollari, esiste una controparte italiana dove la sconfitta del fenomeno che vìola i diritti della proprietà intellettuale garantirebbe, secondo il Censis, la creazione di oltre 130.000 posti di lavoro. Un numero che da solo giustifica la necessità di arginare quello che, a tutti gli effetti, è riassumibile in un vero e proprio furto delle idee. «Un fenomeno per troppo tempo considerato a uso esclusivo del mondo del lusso e per questo sottostimato» ha ricordato Daniela Mainini, presidente di Centro Studi Anticontraffazione.
Oggi, al contrario, la cultura della legalità riguarda tutti. Specie il sistema Milano che, prossimo a un'esposizione universale, è chiamato a rappresentare un concentrato di qualità in antitesi a una contraffazione che è sia danno alla sicurezza dei consumatori, sia disincentivo agli investimenti in innovazione dei prodotti da parte delle imprese. Da qui la volontà di far emergere una competizione equa che a Milano, nel 2015, sarà resa ancor più palese da padiglioni della medesima metratura «dove ognuno potrà mettere in vetrina il meglio della propria cultura senza che ci sia bisogno di omologarsi con aride copie di prodotti prive di originalità» ha auspicato nuovamente Amato Molinari.
Ne è convinta il sindaco di Milano Letizia Moratti che, in veste di commissario straordinario di Expo 2015, ha sottolineato la volontà di candidare il capoluogo lombardo come sede ospitante la manifestazione internazionale per valorizzare il nostro made in Italy, «che non riguarda solo l'agroalimentare, ma tocca i temi dell'energia, dell'ambiente, della salute e di tutte le aziende coinvolte». Promuovendo, per altro, ulteriori risvolti sociali. Il sindaco ha, infatti, chiesto da tempo e ottenuto dal Governo l'istituzione di una commissione chiamata a vigilare sugli appalti e sui subappalti «perché il tema della legalità è strettamente connesso al percorso di avvicinamento all'Expo in preparazione».
Nella medesima ottica, al fine di razionalizzare e monitorare il fenomeno del falso, da sei mesi è nuovamente attivo il Pool Anticontraffazione che il magistrato Nicola Cerrato fondò a Milano nel 1993 e che nel 2001 fu abolito «per miopia politica e manifesta incultura del fenomeno». A decretarne il successo sul campo, oggi, è senz'altro la stretta sinergia con la Guardia di Finanza, la Polizia Municipale, i Nas, ma anche con le associazioni di categoria. «Basti pensare - sottolinea Cerrato - che, nel primo semestre del 2010 le sole Fiamme Gialle hanno sequestrato nella Capitale degli affari e nell'hinterland milanese, circa 15 milioni di articoli, di cui due milioni contraffatti e il resto a rischio sicurezza, per un valore complessivo di circa 70 milioni di euro. A seguito delle 400 ispezioni effettuate nel medesimo periodo dai Nuclei anti sofisticazione, sono poi state sequestrate quasi 12 milioni di tonnellate di alimenti, per un valore di 600.000 euro».
E che il problema della contraffazione sia da dibattere a tutti i livelli lo dimostra la partecipazione al tavolo della discussione fortemente voluto dal presidente di Assolombarda, Stefano Meomartini, di Stefano Maullu. Proprio l'assessore al commercio, turismo e servizi della Regione Lombardia, ha ricordato come «lo scorso febbraio è stato varato un Testo Unico sul Commercio comprensivo di una serie di possibilità sanzionatorie rivolte anche al consumatore finale incappato in incauti acquisti. Perché la responsabilità va condivisa, tanto che intendiamo prevedere un programma che coinvolga il Dipartimento Scolastico Regionale, il Ministero, Confindustria, ma anche Assolombarda e Confcommercio».
Perché l'obiettivo di diffondere nel comune senso civico una cultura dell'autentico e della legalità comincia dai banchi di scuola.
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