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Open Days 2010

Anticrisi: più Europa nei territori, più territori in Europa

Anticrisi: più Europa nei territori, più territori in Europa
Più di 6000 partecipanti all'ottava edizione della settimana europea dedicata alle regioni e agli enti locali che presentano le migliori pratiche messe in atto grazie ai programmi di sviluppo regionale

Maria Palladino

04 Ottobre 2010

È un momento difficile per le politiche regionali europee. I programmi 2007-2013 fanno registrare ritardi pensanti, dovuti a nuovi e complessi regolamenti e agli adempimenti della chiusura della fase 2000-2006.
I governi alle prese con bilanci da risanare predicano un'austerity che rischia di tradursi in tagli agli impegni di spesa presenti e futuri a favore delle politiche di coesione.
E il dibattito sulle prospettive finanziarie del dopo 2013, avviato in queste settimane, registra queste difficoltà e vede aumentare i fautori del ridimensionamento dei fondi strutturali nel futuro bilancio Ue.

È forse per questo motivo che gli Open Days 2010 di Bruxelles assumono un valore particolare e intendono mostrare tutta la vitalità dei risultati concreti degli interventi finanziati dall'Ue e realizzati dagli enti locali nei 27 Paesi membri.

L'iniziativa, organizzata dal Comitato delle Regioni, dalla Commissione e dal Parlamento europeo, ormai al suo ottavo anno, ha coinvolto più di 244 regioni, 6.000 partecipanti e 500 relatori che si sono dati appuntamento per discutere di competitività, cooperazione e coesione e per presentare le migliori pratiche messe in atto in tutta Europa grazie ai programmi di sviluppo regionale.

Al centro del dibattito c'è la nuova strategia Europa 2020 per uscire dalla crisi che, secondo Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni «non è finita».
Per evitare il peggio «è stato necessario l'intervento degli Stati e della maggior parte degli enti regionali e locali» ha detto Bresso che però ha invitato a non drammatizzare la situazione «perché esistono molte opportunità da cogliere nei settori dell'economia verde e dell'economia della conoscenza. Come diceva l'ex presidente dell'Esecutivo Ue Jacques Delor: l'Europa è come una bicicletta, se non si avanza si finisce per cadere. Le nostre regioni e città hanno energia e idee per far avanzare l'Europa».

«Gli Open Days - ha poi aggiunto Bresso - sono il luogo in cui si discute di ciò che è stato fatto e ciò che sarà fatto. Perché è importante realizzare azioni concrete ma anche raccontare quanto è stato realizzato localmente in modo che i cittadini capiscano quello che si fa con i fondi europei».

«Gli enti locali - per Danuta Hubner, presidente della Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento Europeo - saranno ottimi partner per lo sviluppo della strategia Europa 2020. Dobbiamo investire di più nella cooperazione territoriale e puntare maggiormente sulla competitività delle nostre regioni, non solo a livello europeo ma a livello mondiale. Per fare questo è importante dare sostegno ad una politica di coesione più forte per il futuro, che ci consenta di crescere e di generare lavoro. Inoltre l'Europa deve orientarsi verso nuove forme di finanziamento, puntando su meccanismi più semplici e snelli».

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