Agroindustry, Food & Health
Agroalimentare
Approvata la relazione Scottà: l’agroindustria europea verso la qualità
25 Marzo 2010
Commissione_valutazione_impatto_Agri.pdf
Commissione_qualita_prodotti_agricoli.pdf
Nel contesto dei lavori della plenaria di Bruxelles del 24/25 marzo, il Parlamento europeo ha approvato la relazione di Giancarlo Scottà (Efd), chiedendo un rafforzamento della politica di qualità dell'Ue, dato che questa "rappresenta un valore essenziale per il sostegno alla competitività dei produttori agroalimentari europei" e può "contribuire allo sviluppo rurale".
Nel rilevare che le norme dell'Ue in materia di qualità alimentare "sono le più rigorose del mondo", il Parlamento ha sollecitato, nel quadro della riforma della Pac del 2013, il sostegno finanziario dei fondi regionali per "ottenere una produzione agroalimentare di alta qualità". Ha ritenuto, poi, necessario riconoscere gli sforzi dei produttori europei per soddisfare i requisiti di produzione Ue in materia ambientale e sanitaria, di sicurezza alimentare e di benessere degli animali e ha quindi chiesto di valutare l'opportunità di introdurre un logo di qualità europeo che certifichi il rispetto di tali requisiti attraverso un'etichetta come "coltivato (prodotto o fabbricato) in Europa".
Ha rilevato, poi, l'esigenza di garantire che i prodotti alimentari importati rispettino le stesse norme cui sono soggetti quelli Ue.
Facendo proprio con 437 voti favorevoli, 153 contrari e 10 astensioni un emendamento presentato da deputati italiani dei diversi gruppi, il Parlamento ha ritenuto opportuno indicare il paese d'origine per i prodotti agricoli freschi e, nel caso di prodotti trasformati "monoingrediente" il luogo di provenienza della materia prima agricola utilizzata nel prodotto finito, "con l'obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e una tracciabilità” per assicurare “acquisti consapevoli da parte dei consumatori".
Chiesto anche di studiare la fattibilità dell'introduzione dell'etichettatura obbligatoria relativa al luogo di produzione per i prodotti trasformati che contengono "ingredienti significativi" (più del 50% in peso di un alimento) o "ingredienti caratteristici" (cioè associati abitualmente dal consumatore alla denominazione di un alimento).
I deputati, poi, hanno chiesto di mantenere le norme di commercializzazione settoriali poiché "rendono trasparenti i mutamenti ... sul mercato, consentono agli acquirenti di raffrontare prezzi, dimensioni e qualità dei prodotti e assicurano una parità di condizioni di concorrenza a livello europeo".
Respinto con 364 voti il paragrafo in cui si deplorava lo smantellamento quasi totale delle norme Ue di commercializzazione nel settore degli ortofrutticoli.
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