Agroindustry, Food & Health
Riconoscibilità prodotti
Qualità alimentare, si va verso la riforma dei marchi di origine
25 Febbraio 2010
Nome: Giancarlo
Cognome: Scottà
Gruppo Parlamentare: EFD
E-mail: giancarlo.scotta@europarl.europa.eu
Tag agricoltura, Dop/Igp, etichettatura
La commissione Agricoltura del Parlamento risponde alla Commissione Europea che nel mese di maggio aveva fatto una serie di proposte per migliorare la riconoscibilità dei prodotti europei di qualità.
Il Parlamento Europeo, tramite il relatore Giancarlo Scottà (EFD), propone l'istituzione di un logo europeo di qualità ma chiede nel contempo che restino distinti il marchio Dop (Denominazione di Origine Protetta) e Igp (Indicazione Geografica Protetta). Gli obiettivi sono di aiutare il consumatore a riconosce i prodotti locali e quelli elaborati con metodi tradizionali o bio, senza rischio di trappole o contraffazioni.
Il logo europeo di qualità è, nelle intenzioni, riservato ai prodotti “interamente coltivati ed elaborati nell'UE” in cui possano essere valorizzati “il rispetto della qualità, le norme di sicurezza e tutti gli standard di produzione europei”. La proposta piace ai Paesi produttori, mentre gli importatori esprimono qualche perplessità, il che ha portato a un'approvazione per uno strettissimo margine in commissione Agricoltura (la proposta deve ancora passare per l'assemblea plenaria a marzo).
Sul secondo punto, i marchi e le etichette di origine, il Parlamento esprime qualche dubbio sulle considerazioni della Commissione che spingeva invece per una fusione dei loghi Dop e Igp, con l'obiettivodi semplificare i marchi esistenti.
Secondo Scottà “si deve evitare un unico sistema di protezione, per conservare il vincolo fra prodotto, specifica realtà rurale e procedura di elaborazione e trasformazione”.
Parimenti, la commissione Agricoltura chiede di mantenere lo schema separato per l'identificazione di vini e bevande alcoliche, all'interno dei quali il “logo gioca un ruolo fondamentale per la trasmissione di messaggi riconoscibili”.
Marchio "bio"
Il Parlamento dà invece il via libera al marchio “bio” proposta dalla Commissione, a “patto che i criteri per l'etichettatura biologica siano più uniformi a livello europeo”.
Un'altra proposta riguarda l'indicazione obbligatoria degli ingredienti. Secondo Scottà “è una questione di trasparenza: spesso il consumatore non conosce né l'origine, né la catena industriale cui il prodotto è sottoposto”.
Infine, i parlamentari spingono l'Ue a una posizione più decisa presso l'Omc affinché le sigle Dop e Igp vengano riconosciute a livello internazionale in modo da combattere imitazioni e concorrenza sleale.
L'azione passa in ogni caso anche dall'educazione e l'informazione dei consumatori sulle “diverse etichette europee e sulla garanzia che tali marchi assicurano”.
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