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Politiche anti-inquinamento

Obiettivo: ridurre ancora i rifiuti elettrici

Obiettivo: ridurre ancora i rifiuti elettrici
È preciso impegno degli Stati Membri ridurre la quantità dei rifiuti di materiale elettrico ed elettronico prodotti nell’Unione e migliorarne il trattamento. Occorre che i nuovi obiettivi numerici di raccolta differenziata siano adeguati agli attuali scarti elettronici generati

22 Giugno 2010

La Commissione Ambiente ha votato oggi una proposta di aggiornamento della legislazione in essere in materia di trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici. L'iniziativa, sottoposta all'organo Ue dal deputato tedesco del Partito Popolare, Karl-Heinz Florenz, è stata adottata con 54 voti a favore, 1 contrario e 3 astensioni. Secondo Florenz, occorre migliorare il trattamento del crescente volume di frigoriferi, telefoni cellulari e computer esausti, che finiscono quotidianamente nel pattume degli Stati Membri e, soprattutto, bisogna rivedere gli obiettivi delle quantità riciclate, che devono tener conto dei rifiuti effettivamente generati e non semplicemente dei nuovi prodotti venduti.

La nuova legislazione prenderà in esame qualsiasi tipologia di rifiuto elettrico (compresi i pannelli solari) ed elettronico, eccezion fatta che per i veicoli, il materiale militare e le installazioni industriali fisse. Tutti gli obiettivi fissati, secondo la proposta di Florenz, dovranno in ogni caso essere sottoposti a revisione almeno ogni 5 anni, per assicurarne l'aggiornamento.
Secondo i rappresentanti, gli Stati Membri dovranno impegnarsi a raccogliere in modo differenziato almeno l'85% dei rifiuti elettronici prodotti internamenti entro il 2016. Per quanto riguarda i pannelli solari, va sottolineato come l'industria del fotovoltaico si sia già impegnata volontariamente a riciclare almeno l'85% dei moduli dimessi. La Commissione aveva proposto un obiettivo del 65%, basato sulla valutazione dei nuovi prodotti immessi sul mercato europeo, ma i rappresentanti degli Stati Membri enfatizzano come gli obiettivi di raccolta debbano, invece, essere commisurati ai rifiuti effettivamente generati, che tengono conto anche dei prodotti di vecchia generazione non ancora dismessi, anche se di fatto già sostituiti.

La Commissione Ambiente a votato favorevolmente l'opportunità di fissare un obiettivo intermedio minimo per 2012, ovvero 4 kg di raccolta a testa (per ciascun cittadino Ue), target peraltro già presente nella legislazione attualmente in vigore. Ciascuno Stato sarà, poi, libero di fissare al proprio interno obiettivi eventualmente superiori a questo.

Design eco-compatibile
Nella proposta si legge che gli Stati Membri si impegnano a trattare per il riciclo tutto il materiale raccolto, in modo da assicurare alti standard di recupero delle materie prime. La proposta contiene anche il suggerimento di semplificare i sistemi di classificazione di questi rifiuti speciali, riducendo a 6 le categorie previste, in sostituzione delle attuali 10. In relazione alle diverse categorie, poi, una percentuale variabile tra il 70 e l'85% dei componenti dovrà essere recuperata e una variabile tra il 50 e il 75% riciclata (la differenza è fondamentale, perché il riciclo non riduce semplicemente i rifiuti, ma consente anche di recuperare materie prime).
In base alla legislazione attuale, i consumatori possono conferire gratuitamente presso apposite strutture (in Italia le cosiddette “riciclerie”) questi materiali, ma gli Stati Membri suggeriscono di obbligare i dettaglianti, che vendono i nuovi apparati, ad accettare gratuitamente la restituzione di piccoli elettrodomestici, da inviare al riciclo. Ma la Commissione non si ferma qui. Ha anche suggerito l'adozione obbligatoria, entro il 2014, di nuovi piani di progettazione degli apparati elettrici ed elettronici più eco-compatibili, in grado di favorire il riuso e il riciclo dei componenti. La proposta sarà in votazione alla plenaria del Parlamento Eu il prossimo settembre.

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