Building, Energy & Environment
Politiche anti-inquinamento
Obiettivo: ridurre ancora i rifiuti elettrici
22 Giugno 2010
Data di pubblicazione: Aprile 2010
Formato: Pdf
N. Pagine: 53
Lingua: Inglese
Dimensione: 600 KB
Fonte: Parlamento Europeo
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Tag ambiente, innovazione
La nuova legislazione prenderà in esame qualsiasi tipologia di rifiuto elettrico (compresi i pannelli solari) ed elettronico, eccezion fatta che per i veicoli, il materiale militare e le installazioni industriali fisse. Tutti gli obiettivi fissati, secondo la proposta di Florenz, dovranno in ogni caso essere sottoposti a revisione almeno ogni 5 anni, per assicurarne l'aggiornamento.
Secondo i rappresentanti, gli Stati Membri dovranno impegnarsi a raccogliere in modo differenziato almeno l'85% dei rifiuti elettronici prodotti internamenti entro il 2016. Per quanto riguarda i pannelli solari, va sottolineato come l'industria del fotovoltaico si sia già impegnata volontariamente a riciclare almeno l'85% dei moduli dimessi. La Commissione aveva proposto un obiettivo del 65%, basato sulla valutazione dei nuovi prodotti immessi sul mercato europeo, ma i rappresentanti degli Stati Membri enfatizzano come gli obiettivi di raccolta debbano, invece, essere commisurati ai rifiuti effettivamente generati, che tengono conto anche dei prodotti di vecchia generazione non ancora dismessi, anche se di fatto già sostituiti.
La Commissione Ambiente a votato favorevolmente l'opportunità di fissare un obiettivo intermedio minimo per 2012, ovvero 4 kg di raccolta a testa (per ciascun cittadino Ue), target peraltro già presente nella legislazione attualmente in vigore. Ciascuno Stato sarà, poi, libero di fissare al proprio interno obiettivi eventualmente superiori a questo.
Design eco-compatibile
Nella proposta si legge che gli Stati Membri si impegnano a trattare per il riciclo tutto il materiale raccolto, in modo da assicurare alti standard di recupero delle materie prime. La proposta contiene anche il suggerimento di semplificare i sistemi di classificazione di questi rifiuti speciali, riducendo a 6 le categorie previste, in sostituzione delle attuali 10. In relazione alle diverse categorie, poi, una percentuale variabile tra il 70 e l'85% dei componenti dovrà essere recuperata e una variabile tra il 50 e il 75% riciclata (la differenza è fondamentale, perché il riciclo non riduce semplicemente i rifiuti, ma consente anche di recuperare materie prime).
In base alla legislazione attuale, i consumatori possono conferire gratuitamente presso apposite strutture (in Italia le cosiddette “riciclerie”) questi materiali, ma gli Stati Membri suggeriscono di obbligare i dettaglianti, che vendono i nuovi apparati, ad accettare gratuitamente la restituzione di piccoli elettrodomestici, da inviare al riciclo. Ma la Commissione non si ferma qui. Ha anche suggerito l'adozione obbligatoria, entro il 2014, di nuovi piani di progettazione degli apparati elettrici ed elettronici più eco-compatibili, in grado di favorire il riuso e il riciclo dei componenti. La proposta sarà in votazione alla plenaria del Parlamento Eu il prossimo settembre.
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