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Banda larga e ambienti rurali, arrivano i fondi

Banda larga e ambienti rurali, arrivano i fondi
Ancora difficoltosa la diffusione della banda larga nelle aree rurali. Predisposti fondi comunitari per lo sviluppo delle necessarie infrastrutture: 150 milioni di euro in cinque anni.
Il 13 maggio scorso, in occasione del “Connectivity day”, la Provincia di Lucca ha festeggiato l'arrivo della banda larga nell'Alta Garfagnana che, come avviene ancora in molte aree rurali, risultava priva di una connessione veloce ad Internet. L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto “Tutti i toscani in rete” promosso dalla Regione Toscana per colmare il digital divide tra aree urbane e aree collinari e montane.

Come ha evidenziato infatti uno studio dell'Osservatorio sulla banda larga, il tasso di penetrazione della banda larga in Italia è ancora nettamente al di sotto dei valori medi europei, soprattutto per quanto riguarda le aree rurali. La copertura è assicurata sul 97% del territorio di centri urbani con oltre 10 mila abitanti; questa percentuale comincia a scendere al 90% per i comuni tra i 2 e i 10 mila abitanti ed è ancor più bassa (70%) per la stragrande maggioranza dei comuni italiani, al di sotto dei 5 mila.

A ciò si collega una condizione generale di arretratezza e di difficile sviluppo dei territori rurali, legata all'isolamento e alle difficoltà di informazione e aggiornamento delle imprese agricole.

Infrastrutture nelle aree rurali poco redditizie
Il problema nasce dal fatto che per le grandi compagnie telefoniche gli investimenti necessari per le infrastrutture e i cablaggi sono onerosi e non comportano un sufficiente ritorno economico. Per assicurare il servizio la richiesta deve essere inoltrata attualmente da un numero minimo di utenti che però esclude gran parte dei comuni.

Una possibile soluzione per attivare maggiormente la competizione
Forse, però, le grandi compagnie telefoniche tendono anche a sottovalutare il potenziale business rappresentato dalle aree rurali. In alcuni paesi europei, come la Gran Bretagna, dove la banda larga fatica nella sua espansione al di fuori dei grandi agglomerati urbani, i piccoli centri cominciano ad organizzarsi di fronte al rifiuto di British Telecom. Con raccolte di fondi nate da iniziative spontanee di auto-tassazione dei cittadini una concorrente locale, Rutland Telecom, ha assicurato una connessione a Internet a 40Mb/s nelle campagne inglesi, andando a fornire un servizio persino migliore di quello accessibile a Londra.

Fondi in arrivo da parte dell'Ue
Per ovviare al grande divario nelle tecnologie di comunicazione in Italia è stato approvato dalla Commissione Europea uno stanziamento di fondi per il suo abbattimento. Fino al 31 dicembre 2015, nell'ambito dell'iniziativa “Banda larga nelle aree rurali” promossa dal Mipaaf (Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali), verranno erogate sovvenzioni per un totale di circa 150 milioni di euro; queste sono inserite nel Piano Strategico Nazionale e applicate attraverso i Programmi di sviluppo rurale, che coinvolgono circa 2 mila comuni. Tali finanziamenti andranno a complemento del Piano Romani predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, ovvero il Piano Nazionale di abbattimento del digital divide.

“Con questo provvedimento - ha affermato il Ministro Giancarlo Galan - contribuiamo ad abbattere il divario digitale nelle aree più marginali del nostro Paese dove la scarsa densità della popolazione e gli alti costi renderebbero praticamente impossibile l'esecuzione delle infrastrutture necessarie”.

Previsti contributi sia per il cablaggio in fibra ottica che per i collegamenti a internet garantiti dalle più recenti tecnologie wi-fi.

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