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Bernabé: l'Europa applichi a Google le stesse nostre limitazioni

Bernabé: l'Europa applichi a Google le stesse nostre limitazioni
L'ad di Telecom, alle prese con il proprio modello di Ngn, evidenzia un grado di libertà in materia di privacy, di cui beneficerebbe il gigante americano in territorio europeo.

Emanuele Bruno

12 Luglio 2010

Telecom "contro" Apple e contro Google. Il gigante delle telecomunicazioni italiane apre nuovi fronti, anche se per adesso solo virtuali.
L'ad del gruppo, Franco Bernabé, ha infatti posto l'attenzione sui "monopoli" delle due società americane e si è ripromesso di contrastarli, oltre che in sede d'iniziative di mercato anche sul versante delicato delle regole, chiedendo una verifica pronta in proposito alle istituzioni Ue.
Pochi giorni fa Bernabè si è presentato all'assemblea dell'associazione degli utenti di pubblicità italiani, l'Upa, in un periodo delicato per l'ex monopolista delle telecomunicazioni. Per Bernabé rimane d'attualità la strategia da attuare sulle Ngn (le reti superveloci di nuova generazione). È il fronte più caldo: da più parti, infatti, si chiede a Telecom di entrare nell'iniziativa di sviluppo comune lanciata dagli altri operatori di Tlc, mentre l'amministratore delegato della società non vuole affatto abbandonare l'idea che Telecom vada avanti con il proprio progetto autonomo.

Ebbene, dal palco dell'assemblea degli utenti, Bernabè ha posto l'attenzione su altri temi all'ordine del giorno e ha annunciato come imminente il lancio di prodotto, applicazioni e relativi accordi con content provider che mirano a offrire un'alternativa al bouquet che a marchio Apple, sul mercato dei tablet, rischia di tarpare le ali ad ogni possibile iniziativa concorrente.

Bernabè è stato ancora più critico sui vantaggi impropri che al momento favorirebbero Google sul mercato europeo, trainandolo verso un dominio incontrastato del mercato che risulterebbe rischioso anche per gli stessi consumatori, che, rebus sic stantibus, gli affidano senza problemi la gestione di dati personali sensibili.
Per la società americana, infatti, non valgono gli stessi vincoli sul rispetto della privacy che invece interessano tutti gli operatori europei. L'ad di Telecom ha così ribadito che in sede Ue si affronti quanto prima questa evidente disparità di trattamento e si costringa quantomeno Google a fare propri gli stessi limiti e le stesse premure che funzionano da riferimento per gli altri competitor della Ue.

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