Bilancio
Bilancio Ue 2009: com'è stato utilizzato
04 Ottobre 2010
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La spesa complessiva ammonta a più di 112 miliardi di euro.
La maggior parte degli stanziamenti ha finanziato provvedimenti destinati a stimolare la crescita economica, l'occupazione, la ricerca e lo sviluppo, nonché l'agricoltura.
Nel 2009, l'Unione europea ha speso 6,3 miliardi di euro nel contesto del Settimo programma quadro per la ricerca e sviluppo tecnologico, nel contesto del quale sono stati finanziati più di 1.000 progetti di ricerca.
Nell'ambito del Programma competitività e innovazione, più di 34.000 piccole e medie imprese hanno beneficiato di fondi Ue che hanno permesso di raccogliere prestiti per 2,9 miliardi di euro, a fronte di un finanziamento Ue di 295 milioni di euro, e creare posti di lavoro. È stato calcolato che tra il 2007 e il 2008 i finanziamenti Ue abbiano contribuito a creare o salvare più di 200.000 posti di lavoro.
All'interno del quadro di riferimento 2007-2013, i pagamenti hanno raggiunto i 25,5 miliardi di euro, oltre il doppio del 2008.
Più del 30% del bilancio 2009 è stato destinato al rilancio dell'economia e alla crescita.
In dettaglio, più di 40 miliardi di euro sono stati assegnati alle zone rurali in aiuti diretti e interventi sul mercato e corrispondono a quasi la metà delle entrate della categoria.
Il bilancio dell'Unione si concentra anche e sempre di più sul potenziamento e la protezione dei diritti e delle opportunità dei cittadini europei.
Nel 2009, infatti, 110.000 giovani hanno partecipato a scambi e progetti. Inoltre, il programma Erasmus, al quale hanno aderito 4.000 università, ha finanziato oltre 300.000 borse di mobilità.
Nel 2009, l'Unione europea è stata il secondo più importante donatore mondiale di aiuti allo sviluppo, con impegni per 12 miliardi di euro destinati a circa 140 paesi in via di sviluppo. Più di 150 milioni di persone in 70 paesi hanno beneficiato degli aiuti umanitari e dell'assistenza alimentare.
Nel quadro della politica estera e di sicurezza comune, l'Unione ha gestito 10 missioni in altrettante zone calde del mondo, per esempio in Kosovo, Caucaso meridionale, Afghanistan, Medio Oriente e Africa.
Inoltre, dal fondo di solidarietà sono stati stanziati 623 milioni di euro per attenuare gli effetti di catastrofi naturali entro i confini, soprattutto dopo il terremoto che ha colpito l'Italia meridionale.
Tuttavia, l'Unione europea è sempre più spesso invitata a intervenire oltre i propri confini in occasione sia conflitti sia di catastrofi naturali.
Per questo motivo, negli ultimi anni il quadro finanziario è stato modificato quattro volte. Ciò dimostra la necessità di avere un bilancio futuro più flessibile.
Finanziamenti specifici sono stati previsti anche per preparare i paesi candidati e i paesi potenzialmente candidati a soddisfare le condizioni di adesione.
Per quanto concerne i costi amministrativi, questi corrispondono a 7,4 miliardi di euro, ovvero al 6,5% delle spese totali, una percentuale simile a quella del 2008 (6,2%).
Nel 2009, così come nel 2010, la Commissione ha mantenuto la promessa di non chiedere nuovi posti negli anni futuri se non nell'eventualità dell'adesione di nuovi Stati membri.
Il bilancio dell'Unione europea viene principalmente finanziato tramite contributi degli Stati membri basati sul reddito nazionale lordo (Rnl).
I finanziamenti derivanti dall'Iva, che continuano a diminuire anno dopo anno, hanno rappresentato meno dell'11% nel 2009. Nello stesso esercizio, le risorse proprie tradizionali (derivanti soprattutto dai dazi doganali) hanno rappresentato poco più del 12%. Il restante 7,5% è rappresentato dall'eccedenza dell'esercizio precedente e da altre entrate.
Per ulteriori informazioni consultare la sezione corrispondente del sito della Commissione europea.
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