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Braccio di ferro Ue-Argentina in seno all'Omc

Braccio di ferro Ue-Argentina in seno all'Omc
Impugnate dall'Europa le restrizioni all'importazione applicate dal paese sudamericano.

25 Maggio 2012

L'Ue ha impugnato a Ginevra al cospetto dell'Organizzazione mondiale del commercio, le restrizioni all'importazione adottate dall'Argentina.
L'Europa chiede che si aprano consultazioni per far abrogare tali misure che si ripercuotono negativamente sul commercio e sugli investimenti dell'Ue.

Le misure restrittive comprendono il regime di licenze all'importazione introdotto dall'Argentina e in particolare le procedure per ottenere una licenza all'importazione nonché l'obbligo fatto alle imprese di equilibrare le importazioni con le esportazioni.

Si tratta del primo passo nell'iter del sistema di risoluzione delle controversie dell'Omc.
Se entro 60 giorni non si sarà trovata una soluzione l'Ue potrà chiedere l'istituzione di un panel Omc incaricato di pronunciarsi sulla legalità dell'operato dell'Argentina.

Le misure argentine
L'Argentina sottopone l'importazione di tutte le merci a un regime di preregistrazione e di a approvazione previa denominato "Declaración Jurada Anticipada de Importación". Dal febbraio 2012 questo obbligo di approvazione previa è applicato a tutte le importazioni.
Centinaia di prodotti sono inoltre assoggettati a una licenza di importazione.
Sulla base di tali procedure le importazioni sono sistematicamente ritardate o respinte con motivazioni non trasparenti.
All'inizio del 2011 più di 600 tipi di prodotti sono stati interessati da questo regime di licenze come ad esempio le macchine elettriche, le parti di automobili e i prodotti chimici. L'Argentina fa obbligo a certi importatori di equilibrare le importazioni con le esportazioni o di aumentare il contenuto locale dei prodotti che fabbricano in Argentina ovvero vieta loro di trasferire all'estero i profitti.
Tale pratica è sistematica, non scritta e non trasparente. L'accettazione da parte degli importatori di applicare tale pratica appare essere la condizione per ottenere la licenza di importazione dei loro prodotti.
Tali misure ritardano o bloccano le merci alla frontiera e causano importanti perdite all'industria dell'UE e del mondo intero.
Le restrizioni in vigore nel 2011 interessavano circa 500 milioni di euro di esportazioni nello stesso anno. A decorrere dal 2012 l'estensione delle misure a tutti i prodotti ha accresciuto l'entità degli scambi potenzialmente interessati coinvolgendo tutte le esportazioni dall'Ue all'Argentina per un valore di 8,3 miliardi di euro nel 2011.
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