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Brevetto europeo: reazioni all'esclusione della lingua italiana

Brevetto europeo: reazioni all'esclusione della lingua italiana
Una discriminazione linguistica bella e buona, quella di escludere l'italiano come lingua base necessaria, insieme a inglese, francese e tedesco, per registrare un brevetto a livello Eu. Franco Frattini e Andrea Ronchi. E Cristiana Muscardini scrive direttamente a Barroso.

05 Luglio 2010

Cristiana Muscardini

Nome: Cristiana

Cognome: Muscardini

Gruppo Parlamentare: PPE

E-mail: cristiana.muscardini@europarl.europa.eu

Attività

L'Italia si dice pronta a esercitare il proprio diritto di veto, anche se dopo aver battuto le altre alternative praticabili, se sulla questione del Brevetto Europeo sarà discriminata sotto il profilo linguistico.
La mossa è stata annunciata ieri dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini e da quello delle Politiche Europee, Andrea Ronchi. Entrambi hanno risposto prontamente al Presidente della Commissione Ue, Josè Barroso, che aveva escluso la possibilità di inserire anche l'italiano, insieme a inglese, francese e tedesco, tra le lingue base necessarie per registrare un brevetto sul territorio europeo.
Un trilinguismo che non va giù, per la verità, neppure alla Spagna che, sulla proposta presentata il 1 luglio, ha storto il naso.

Una decisione che dovrebbe essere presa all'unanimità e che rischia, quindi, di finire impantanata, a meno che non si decida di applicare il sistema delle “cooperazioni forzate” previste dal nuovo Trattato di Lisbona, che prevedono l'esclusione automatica dall'iniziativa dei paesi che esprimono voto contrario al sistema del trilinguismo per i Brevetti Eu.

Una volta preso atto dell'impossibilità di raggiungere l'unanimità, basterebbe il consenso di 9 dei 27 Paesi Membri per far approvare l'iniziativa che, in realtà, ha già ottenuto il sostegno di ben 14 nazioni. E se Barroso stringe sulle tempistiche dell'approvazione, l'eurodeputato del Pd, Patrizia Toia sostiene che la proposta sarebbe molto dannosa per la competitività delle aziende italiane in un periodo particolarmente critico per la loro economia.

Cinque eurodeputati di Partito Popolare e Pdl (Cristiana Muscardini, Potito Salatto, Paolo Bartolozzi, Salvatore Tatarella e Crescenzio Rivellini) hanno presentato un'interrogazione parlamentare in merito e la Vice-presidente della Commissione per il Commercio Internazionale, Cristiana Muscardini, ha scritto una lettera al Presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, nella quale esprime come la volontà di privilegiare alcune lingue rispetto ad altre sia in contrasto con lo spirito dell'Unione, basata sulle diversità linguistiche e culturali che ogni stato esprime.

La stessa lettera sottolinea come «Uniti nelle diversità» non possa essere considerato soltanto uno slogan ma un valore fondante dell'Ue, specie in un momento congiunturale particolare come quello attuale. Si attende la risposta di Barroso.

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