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Ogm
Cambio di direzione sulle coltivazioni Ogm
Tag agricoltura, Commissione Europea, innovazione, regolamenti
La scelta ai singoli Stati
I tanto dibattuti Ogm saranno in definitiva soggetti all'orientamento
dei singoli Stati. Nella sua bozza di nuova direttiva la Commissione
lascia sostanzialmente libertà di scelta ai governi nazionali che potranno,
a loro discrezione, vietare del tutto le coltivazioni geneticamente modificate.
Dietrofront dell'Unione Europea
L'Ue fa così marcia indietro e accoglie le richieste,
tra gli altri, di 16 regioni italiane che desideravano vietare questo tipo di
coltivazioni al loro interno. Il via libera alla coltivazione della patata Amflora
da parte dell'Ue, dopo 12 anni in cui era stata autorizzata la commercializzazione
di 35 varietà di soia e mais biotech, ha suscitato un'ondata di
forti polemiche con la richiesta di poter avere regioni “Ogm free”.
Fino ad ora le autorizzazioni venivano concesse da Bruxelles e avevano validità su tutto il territorio dell'Unione Europea. Ora, invece, la proposta di nuova direttiva prevede un diverso iter autorizzativo a livello comunitario sulla base di un parere scientifico da parte dell'Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).
Ciò che verrà autorizzato dall'Ue potrà, però, anche non esserlo necessariamente nei vari Paesi. Questi, o addirittura alcune regioni all'interno di essi, avranno la libertà di impedire la coltivazione Ogm su tutto o parte del loro territorio rifacendosi alla “clausola di salvaguardia” per motivi sanitari o ambientali, senza dover addurre particolari spiegazioni a sostegno di tale posizione.
La posizione delle associazioni di categoria interessate
Coldiretti si dichiara soddisfatta della nuova linea adottata
dalla Commissione anche perché - sostiene il suo
presidente Sergio Marini - “non c'è
convenienza economica a coltivare prodotti transgenici” come testimoniato
anche dal recente andamento del mercato agricolo nelle aree d'Europa in
cui gli Ogm sono più diffusi e dove si è assistito ad un crollo
del 12%.
Di diverso avviso Futuragra che, tramite le parole del suo presidente Duilio Campagnolo, annuncia un'agguerrita battaglia per l'accoglimento delle coltivazioni approvate dall'Ue, sicure e compatibili con le coltivazioni di tipo tradizionale.
Secondo Assobiotech, sostenitrice dell'innovazione e del suo impatto positivo sull'economia, si tratta di un passo indietro sul fronte dell'integrazione europea, viste le differenze tra i vari paesi e le posizioni arretrate di alcuni di essi.
La bozza di direttiva verrà discussa dal Parlamento Europeo a luglio dopo una prima valutazione da parte del Consiglio dei Ministri dell'Ambiente europei e del Consiglio dei Ministri Agricoli che si riuniranno nella seconda metà del mese di giugno.
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