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Iniziative

Capitale europea della cultura: nel 2019 toccherà all'Italia

Dal 1985 una città dell'Unione europea diventa capitale della cultura per un anno, durante il quale ha la possibilità di manifestare la sua vita e il suo sviluppo culturale. Notevoli i vantaggi in termini socio-culturali ed economici. In Italia lavora alle candidature per il 2019.

Ventotto Stati per un melting pot culturale non indifferente: lingua, letteratura, teatro, arti visive, architettura, artigianato, cinema, televisione diversi ma che fanno parte del patrimonio culturale europeo.

Non a caso il motto dell'Unione europea è Uniti nella diversità il quale sta a indicare che gli europei operano unitamente per la pace e la prosperità e che le molte e diverse culture, tradizioni e lingue presenti in Europa costituiscono la ricchezza del continente.

Per valorizzare quest'aspetto dell'Europa, senza dubbio affascinante, è stato ideato il titolo capitale europea della cultura per contribuire al ravvicinamento dei popoli europei.
Partendo da questa idea e su proposta dell'attrice Melina Mercouri, nel 1985 il Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, con l'appoggio di Parlamento europeo e Commissione europea, ha adottato questa iniziativa.
Da quel momento, 32 città sono state elette capitali europee della cultura con l'obiettivo di valorizzare la ricchezza, la diversità culturale e i tratti comuni, migliorare la conoscenza che i cittadini hanno gli uni degli altri e favorire la presa di coscienza dell'appartenenza ad una medesima comunità europea.
A oggi l'iniziativa è uno dei programmi culturali europei di maggior successo per il crescente interesse che attira ogni anno responsabili politici, accademici e media.

Le città europee della cultura sono state designate su basi intergovernative fino al 2004. Dal 2005 è stato costituito un nuovo sistema di selezione, monitoraggio e valutazione le cui fasi sono descritte nell'allegato.

Il titolo viene assegnato ad una città per un determinato anno e le candidate hanno la possibilità di associare al loro programma un territorio regionale, così come hanno fatto Lussemburgo ed Essen rispettivamente nel 2007 e 2010.
Una città non viene investita di tale ruolo unicamente per ciò che che ha fatto ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno di candidatura. Per questo motivo, la città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività che dovrà fornire al programma il carattere di eccezionalità.

I criteri che deve soddisfare il programma di una città candidata sono fondamentalmente due: la dimensione europea e la città e i cittadini.

Per quanto concerne la dimensione europea, il programma deve rafforzare la cooperazione fra gli operatori culturali, gli artisti e le città degli Stati membri interessati nonchè degli altri Stati membri qualora vi fosse collaborazione; deve fare emergere la ricchezza della diversità culturale in Europa e mettere in evidenza gli aspetti comuni delle culture europee. Tale concetto presenta principalmente due aspetti, il primo riguardante la natura dei temi sviluppati nell'ambito delle iniziative; il secondo è relativo alle modalità con cui sono organizzati gli eventi.
L'ultimo requisito riguarda la città e i cittadini. Il programma deve incoraggiare la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni, mira a suscitare il loro interesse, deve avere un carattere duraturo e costituisce parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della città.

E' fondamentale preparare, pertanto, con cura il progetto a monte rispetto agli obiettivi e ai criteri delle manifestazioni.
Inoltre, la candidatura deve presentare dei tratti chiari e coerenti con l'anno in questione e la filosofia del titolo.

L'Unione europea garantisce un contributo finanziario alle capitali europee della cultura tramite il suo programma quadro in materia culturale, attualmente chiamato Cultura.
Fino allo scorso anno, il sostegno alla manifestazione veniva erogato tramite una sovvenzione che ammontava a 1,5 milioni di euro a capitale europea fino al 2007.
Le città che riporteranno il titolo a partire da quest'anno saranno le prime a vedersi destinare non una sovvenzione bensì un premio, in onore di Melina Mercouri, che verrà assegnato alle città capitali entro 3 mesi dall'inzio dell'avvenimento con la riserva che abbiano rispettato gli impegni assunti. Il premio consiste nell'erogazione di 1,5 milioni di euro tramite versamento alla struttura incaricata dell'attuazione del programma.

Su richiesta di Bruxelles è stato implementato il processo di monitoraggio e valutazione.
I migliori programmi sono stati sviluppati da Lussemburgo (unica a beneficiare due volte del titolo) e da Liverpool.
Inoltre, negli ultimi anni, si sono moltiplicate le ricerche sulle città capitali della cultura: la bibliografia contenuta nella seconda edizione del Rapporto europeo registra 35 nuove pubblicazioni prodotto solo nel 2008 e 2009.
Inoltre, una grande attenzione è stata mostrata dal mondo accademico che ha creato una rete universitaria delle capitali europee della cultura comprendente oltre 40 istituzioni di 20 Peasi europei.
Nonostante i risultati positivi raggiunti dall'iniziativa e coerenti con gli obiettivi, le difficoltà più frequenti si presentano in relazione alla governance, leadership, gestione, finanziamento e pubbliche relazioni. Tuttavia, questo titolo è diventato la maggiore opportunità che le città hanno per cambiare la loro immagine e inserirsi nella mappa europea.
Mentre, inizialmente, questa nomina era solo un modo per costruire un'immagine positiva della città da comunicare all'esterno, oggi è uno strumento per rafforzare l'indentità culturale interna delle città e dei significati che può assumere per i suoi cittadini.

Le capitali europee del 2011 sono Turku, in Finlandia, città universitaria di quasi 300 mila abitanti, che il 15 gennaio  inaugurerà una serie di iniziative epr tuttoil 2011, e Tallinn, capitale dell'Estonia, che mantiene totalmente intatto il suo fascino di città medievale, con il centro storico ben conservato e i suoi tetti a punta rossi.

Il 2019 sarà l'anno dell'Italia e della Bulgaria.
In Italia, la scadenza per presentare le candidature è stata fissata al 20 settembre 2013, giorno dal quale verrà effettuata una prima pre-selezione.  
Le città incluse nella lista di pre-selezione saranno invitate a presentare una domanda di candidatura maggiormente elaborata e dettagliata per la procedura di selezione vera e propria. Dopo 9 mesi dall'incontro di pre-selezione, il panel raccomanderà una città per il conseguimento del titolo di ECoC.

Al momento, il panorama italiano sul fronte candidature si divide tra città la cui situazione è più incerta e città la cui preparazione è invece più solida e in stato avanzato.
Ecco un elenco preliminare delle città candidate, che attende conferma dopo la detta data di scadenza:

- Amalfi
- Aosta
- Bergamo 2019
- Caserta 2019
- Catanzaro
- L'Aquila 2019
- Lecce 2019
- Mantova 2019
- Matera 2019
- Palermo 2019
- Perugia-Assisi 2019
- Pisa
Ravenna 2019
- Siena 2019
- Siracusa
- Taranto
- Torino 2019
- Urbino 2019
- Venezia con Nordest 2019

Si rende disponibile in allegato anche la guida per le città candidate al titolo di capitale europea della cultura, nella quale sono spiegate le fasi di sviluppo, i requisiti e le procedure da seguire.