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Cieli aperti tra Ue e Stati Uniti

Cieli aperti tra Ue e Stati Uniti
Firmata la seconda fase dell'accordo Ue-Usa in materia di aviazione battezzato "Cieli aperti". Uno stimolo per l'economia quantificabile in 12 miliardi di euro, con una ricaduta sull'occupazione nell'ordine di 80mila nuovi posti di lavoro.

24 Giugno 2010

È stata siglata in Lussemburgo la seconda seconda fase dell'accordo “Cieli aperti”, datato 2007, che disciplina i rapporti tra Stati Uniti e Unione in materia di aviazione civile.
Il documento è stato sottoscritto dal Vice Presidente della Commissione Europea, Siim Kallas; dal ministro spagnolo per i trasporti, José Blanco; dall'ambasciatrice americana in Lussemburgo, Cynthia Stroum, e dai ministri dei trasporti degli Stati membri.
Kallas si dice convinto che tutti, in particolare passeggeri, spedizionieri, aeroporti e compagnie aeree, trarranno vantaggio dalle nuove opportunità commerciali e dal quadro normativo rafforzato che usciranno dall'accordo, che dovrebbe contribuire a risollevare le sorti del settore europeo dell'aviazione civile.

Più cooperazione
La completa attuazione delle due fasi dell'accordo, secondo le stime dell'Unione, dovrebbe avere un impatto consistente sull'economia e sull'occupazione Ue: 12 miliardi di euro di giro d'affari addizionale e fino a 80.000 nuovi posti di lavoro creati. In 5 anni, il numero di passeggeri sui voli transatlantici potrebbe aumentare di 26 milioni, rispetto a un traffico attuale (2007) di poco meno di 50 milioni di unità e il trasporto di merci dovrebbe registrare una crescita compresa tra l'1 e il 2%.

La seconda fase dell'accordo prende spunto dai benefici apportati dall'accordo “Cieli aperti", firmato nel 2007. I mercati dell'aviazione europea e statunitense sono i maggiori a livello mondiale e, insieme, rappresentano circa il 60% dell'aviazione mondiale. L'intesa crea nuove opportunità commerciali e rafforza il quadro della cooperazione in ambiti quali ambiente, protezione sociale, concorrenza e sicurezza.
I negoziati per la seconda fase, avviati a maggio 2008, erano indirizzati a rafforzare la cooperazione in ambito normativo e ad aprire ulteriori opportunità commerciali. Tra queste ultime, un più ampio accesso delle compagnie aeree europee al programma "Fly America". Stati Uniti ed Europa si sono impegnati a rimuovere le barriere all'accesso ancora esistenti e annualmente si valuteranno i progressi compiuti verso questo obiettivo.
In previsione c'è la reciproca liberalizzazione della proprietà e del controllo delle compagnie aeree: attualmente, la proprietà da parte di stranieri delle compagnie aeree statunitensi non può superare il 25% dei diritti di voto.
L'accordo rafforzerà la cooperazione sulle questioni ambientali ed estenderà il ruolo del comitato misto Ue-Usa, l'organismo che vigila sulla sua applicazione.

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