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Agroindustry, Food & Health

Dati sul consumo di prodotti italiani

Coldiretti: una filiera tutta italiana per combattere la contraffazione

Coldiretti: una filiera tutta italiana per combattere la contraffazione
Al forum internazionale Coldiretti a Bruxelles si è discusso di competitività della filiera agricola nazionale e delle future politiche europee per l'agricoltura. Si deve contrastare un mercato della contraffazione che vale 50 miliardi di euro: tre prodotti su quattro sono falsi "made in Italy".

Maria Palladino

27 Maggio 2010

La mozzarella Napolact e il Parmezan prodotti in Romania, la Fontina svedese, il Parmi olandese, la polenta che diventa "palenta" in Montenegro, il barbera bianco venduto nei supermercati rumeni, il Cambozola in Germania o la pasta Milaneza venduta in Portogallo. Il mercato delle imitazioni di cibo made in Italy, secondo Coldiretti, vale 50 miliardi di euro. Praticamente sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro.

È quanto emerge dai dati sul consumo di prodotti alimentari italiani nel primo bimestre del 2010 presentati al Forum internazionale di Coldiretti sulla “competitività della filiera agricola tutta italiana e le future politiche europee” che si è tenuto a Bruxelles e al quale hanno partecipato anche il commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Ciolos, il ministro italiano delle politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan e il ministro italiano per le politiche europee Andrea Ronchi. Titolo: Coldiretti: contro i falsi alimentari Made in Italy all'estero una filiera agricola tutta italiana.

Per garantire anche all'estero la diffusione di prodotti autenticamente Made in Italy Coldiretti sta portando avanti un progetto per una filiera agricola tutta italiana, per tagliare le intermediazioni e arrivare ad offrire in Italia e all'estero prodotti alimentari al cento per cento italiani, garantiti dagli agricoltori attraverso la rete delle cooperative e dei Consorzi agrari.

La contraffazione non ha fermato, però, la diffusione dei prodotti italiani originali sulle tavole di tutto il mondo. Le performance migliori sono, secondo i dati della Coldiretti, il boom degli spumanti italiani in Francia, +34% nel 2010, e il successo del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano che fanno registrare un aumento del 13% di vendite Oltralpe. Più in generale le esportazioni italiane all'estero aumentano del 6%, con una crescita di prodotti come l'olio d'oliva (+ 21%), vino (+ 15%) e l'ortofrutta che fa registrare un +14%.

Nonostante questi segnali positivi le imprese agricole si trovano ad affrontare un calo del 4,5% dei prezzi in campagna. Una situazione molto grave, prodotta dalle inefficienze e dalle speculazioni lungo la filiera agroalimentare. Secondo Coldiretti nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola il prezzo degli alimenti si moltiplica oggi in media di cinque volte. Migliorare il funzionamento della filiera alimentare anche in Europa è l'obiettivo anche delle istituzioni europee.

I rappresentanti della Commissione hanno ribadito tra le priorità di Bruxelles l'impegno a rendere la filiera agroalimentare più trasparente, potenziare le attività agricole nelle zone rurali, migliorare la logistica, puntare sulla qualità dei prodotti, rafforzare il mercato unico.

Altro punto emerso dal dibattito è quello del ricambio generazionale. In Italia, infatti, il numero di imprenditori agricoli over 65 fa segnare il record europeo. É necessaria, invece, una politica forte che coinvolga di più i giovani, che porti ad una diffusione sempre maggiore di nuove tecnologie e di know how aggiornato.

L'agroalimentare Made in Italy rappresenta oggi oltre il 15% del Pil italiano e in agricoltura operano circa un milione di imprese (il 15% del totale delle imprese italiane) mentre circa 70mila sono quelle dell'industria alimentare. Un patrimonio produttivo che, secondo Coldiretti, può diventare un punto di forza per rilanciare il Sistema Italia.

Apprezzamento per l'approccio con il quale la Commissione ha avviato la discussione sull'avvenire della Politica Agricole Comune è stato espresso dal Ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan, intervenuto nel pomeriggio al forum di Coldiretti.

Considero assurdo - ha detto Galan - porre oggi in discussione la Pac proprio perché il contesto storico che viviamo rende ancor più necessaria una politica europea organica e coerente. Occorre sottolineare che il sostegno economico ai nostri produttori è una integrazione al reddito che dobbiamo riconoscere loro a fronte dei costi aggiuntivi che gravano sulle imprese europee. Abbiamo costruito un'agricoltura che produce qualità e prodotti di eccellenza che non possiamo abbandonare».

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