Retail & Hospitality
Etichettatura
Come far vincere il made in Europe
21 Maggio 2010
Nome: Lara
Cognome: Comi
Gruppo Parlamentare: PPE
E-mail: lara.comi@europarl.europa.eu
Un'ulteriore richiesta riguarda l'aumento delle soglie per avere il made in sul prodotto.
La commissione per il Mercato interno e la tutela del consumatore (Imco) chiede che tale etichettatura sia data solo se il bene è stato prodotto per almeno il 50% in uno Stato membro e non il 25%. Molti prodotti sono fabbricati in Paesi extra europei e importati in uno Stato membro dove avviene l'etichettatura.
Questa gestione non è però la migliore, specialmente in termini di tutela delle Pmi europee che già affrontano una situazione di crisi economica e che rappresentano il tessuto economico su cui si basa la politica e le strategie europee.
In particolare, il vicepresidente della Commissione Imco, Lara Comi, ha affermato che l'emendamento che si vuole introdurre riguarda l'applicazione dell'etichetta del luogo di origine anche sui prodotti tessili (escluso calzature e pelletteria e giocattoli) importati.
Questa richiesta non è nuova da parte dell'assemblea: una proposta simile era già stata approvata dai parlamentari nel 2005 ma bloccata dal Consiglio.
I deputati hanno chiesto alla Commissione di presentare una relazione entro due anni e, se necessario, una proposta legislativa ad hoc per imporre nuove regole circa il "made in" in tutta Europa.
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