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Compost e digestato anaerobico: di cosa si tratta?
Il compost è il risultato della decomposizione e dell'umificazione di materie organiche di varia origine (rifiuti alimentari, stralci di potatura, letame, liquame o rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba) da parte di macro e microrganismi (batteri e funghi) naturalmente presenti nell'ambiente in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione. Si tratta quindi di una degradazione in ambiente aerobico.
Per compostaggio s'intende il processo biologico aerobico controllato e accelerato dall'uomo che porta alla produzione di una miscela di sostanze umificate (il compost). Consiste sostanzialmente in due fasi: bio-ossidazione e maturazione.
Per avere un buon compost, è necessario disporre dell'adeguato materiale organico di partenza e delle condizioni ambientali idonee alla sua produzione da parte di organismi decompositori presenti nel suolo. Questi, per vivere, necessitano il verificarsi di tre condizioni:
• nutrienti equilibrati composti da un misto di rifiuti azotati (scarti vegetali verdi, foglie, umido domestico, pochi scarti di origine animale) e rifiuti carboniosi (rami sminuzzati da un biotrituratore, foglie secche, paglia), resti di caffè, tè, gusci di uova o noci, carta, cartone, tessuti vegetali
• umidità proveniente dalle materie azotate umide ed eventualmente dall'acqua piovana o apportata manualmente. Il giusto grado di umidità del materiale è fondamentale: un ambiente troppo secco rallenterà il processo mentre un eccesso di umidità può innescare un indesiderato processo anaerobico di putrefazione. Un eccesso di umidità va corretto rivoltando la massa di compost.
• aria infiltrantesi attraverso le porosità del materiale
Il tempo necessario alla maturazione del compost varia a seconda delle condizioni climatiche ma 2 o 3 volte l'anno il materiale deve essere rivoltato per riattivare il processo.
Il compost può essere utilizzato come fertilizzante naturale su prati o campi agricoli ed è adottato nella permacoltura, nell'agricoltura naturale, biologica e biodinamica. Apporta sostanza organica migliorando la struttura del suolo (modo in cui le particelle primarie di sabbia, limo e argilla si uniscono tra loro in aggregati) e aumentando la biodisponibilità di elementi nutritivi, tra cui principalmente l'azoto, andando così a favorire l'attività biologica e la crescita di radici e piante. Di conseguenza, aiuta anche ad aumentare la biodiversità della microflora nel suolo.
Il digestato anaerobico si distingue dal compost per essere il risultato di una degradazione
di materiale organico da parte di microrganismi in ambiente
anaerobico.
Il processo di digestione anaerobica può essere effettuato sia a secco
che a umido; nel primo caso la percentuale minima di materiali solidi deve essere
del 15% e nel secondo del 30%.
4 sono le fasi del processo:
• Idrolisi (molecole organiche decomposte in molecole più semplici)
• Acidogenesi (ulteriore scissione e semplificazione delle molecole in
acidi grassi con produzione di ammoniaca, anidride carbonica e acido solfidrico)
• Acetogenesi (molecole derivanti dalla fase precedente elaborate ulteriormente
con produzione di anidride carbonica, idrogeno e acido acetico)
• Metanogenesi (produzione di metano, anidride carbonica e acqua)
La digestione anaerobica deve avvenire ad intervalli di temperatura ottimali compresi tra 20-45°C o 50-52°C a seconda del tipo di batteri (mesofili o termofili) che intervengono con diversi tempi d'azione: 15-30 giorni i primi, 15 giorni i secondi. Essendo il processo con batteri termofili più costoso perché richiede una maggior quantità di energia, la digestione mesofila è più diffusa.
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