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Mercato interno

Comunicare elettronicamente vale 110 miliardi di euro

Superare i costi della non-Europa nel digitale: completando un sistema di e-communication trarremmo benefici di quasi un punto di Pil europeo.

La Commissione europea ha rilasciato uno studio (scaricabile in allegato a fianco o da questo link), realizzato da Ecorys, che sancisce che i benefici che l'Ue trarrebbe dalla completa diffusione dell'uso delle comunicazioni elettroniche nel mercato interno varrebbero almeno lo 0,8% del Pil europeo.

Per l'esattezza il prodotto interno lordo potrebbe crescere di 110 miliardi di euro all'anno.
Un bonus che la vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes ha definito irrinunciabile, così come incompleto un mercato unico che non contempla l'unicità del ricorso alle comunicazioni digitali e a Internet.

Lo studio suggerisce tre indirizzi per superare gli ostacoli attualmente esistenti: ridurre la frammentazione regolatoria, da leggersi come sburocratizzazione relativa per esempio alla durata dei contratti e alla trasparenza dei conti; affermare standard europei; coordinare a un livello più elevato le attività dei regolatori nazionali delle telecomunicazioni.

C'è, in sostanza, nell'agone digitale un costo della non-Europa che stiamo sostenendo in termini di mancati guadagni e che richiede un concorso collettivo per azzerarlo.