Agroindustry, Food & Health
Pac
Consultare i cittadini per la nuova Politica agricola comune
13 Aprile 2010
Tag agricoltura, ambiente, clima, consumatori, energia
L'attuale programmazione sulla politica agricola si conclude nel 2013 e le valutazioni finali inducono già a pensare alle strategie future.
Un primo problema riguarda la percentuale di budget europeo destinato alla Politica agricola comune (Pac) che è sceso dal 75% del 1985 al 40% di oggi, a fronte del raddoppio del numero di fattorie in Europa, dovuto all'adesione di 12 nuovi Paesi membri. A questo fattore, già problematico, si aggiungono i cambiamenti climatici e la crisi economica che aggravano una situazione già difficile e complicata.
La Pac è in grado di offrire un notevole contributo alla strategia europea del 2020 perché significa lavoro, crescita ecocompatibile e lotta al cambiamento climatico.
Alcuni parlamentari concordano con il neo commissario all'agricoltura Donas Ciolos il quale afferma che questi elementi strategici avranno validità se accompagnati dal dibattito pubblico.
L'ex ministro rumeno ribadisce tale bisogno portando a supporto alcune ricerche le quali mostrano che il 99% degli intervistati sostiene che l'agricoltura sia un fattore vitale per l'Unione europea ma solo un terzo ha sentito parlare di Pac.
La necessità di consultare i cittadini diventa quindi fondamentale per soddisfare le loro aspettative e assolvere il compito di grande responsabilità, ossia di portare cibo sulle tavole di 500 milioni di persone, afferma Albert Dess, membro della Commissione Agri.
Il relatore George Lyon, identifica cinque aree fondamentali per la Pac post 2013.
Si interverrà, in primo luogo, sulla sicurezza alimentare e il commercio equo, a questi segue l'agricoltura nelle diverse regioni d'Europa, la biodiversità e la protezione dell'ambiente e, infine, sulla sostenibilità e sulla crescita verde.
Importanti fattori da tenere in considerazione in fase di attuazione delle strategie sono l'aumento dei prezzi e la necessità di ridurre le emissioni: elementi che potrebbero ostacolare l'aumento della produzione.
Il rapporto sarà votato a giugno dalla commissione Agricoltura (Agri) e a luglio dalla plenaria. La consultazione della Commissione è aperta fino al 3 giugno.
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