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Copyright e pubblicità: gli editori chiedono sostegno Ue

Copyright e pubblicità: gli editori chiedono sostegno Ue

© Pietro Naj Oleari

La European Newspaper Publishers Association, che comprende la Fieg, hanno affrontato con Barroso la sostenibilità del comparto. Contenuti: la gratuità indiscriminata mina il futuro. Va difeso il diritto d'autore. Serve un contesto di garanzie per nuovi modelli d'offerta.

Emanuele Bruno

07 Luglio 2010

La rivoluzione digitale chiama in causa tutti i mezzi. E se la moltiplicazione dei canali, la nuova offerta pay e una maggiore flessibilità delle regole pubblicitarie paiono mettere gli editori televisivi nelle condizioni di reggere alla sfida posta dal cambiamento, ma anche ai problemi innescati dalla crisi economica, per la carta stampata il quadro è molto più complesso e la situazione difficile.

Gli editori di giornali di tutta Europa, rappresentati dall’Enpa (European Newspaper Publishers Association), hanno incontrato il presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, per parlare di come si possa prefigurare un futuro sostenibile per il comparto.

La delegazione, guidata dal presidente dell’associazione Valdo Lehari jr (la Fieg era rappresentata da Carlo Perrone, vicepresidente dell’Enpa) ha sottolineato come le istituzioni europee debbano sostenere un settore chiave per il pluralismo e democrazia.
Secondo Lehari «i decisori dell’Ue devono garantire che gli editori di giornali possano contare nel lungo periodo sulla pubblicità».

Altro nodo cruciale lo sfruttamento improprio delle news sulla rete. Gli editori di giornali chiedono che sia prevista «un’autorizzazione preventiva e ci sia un’adeguata remunerazione da qualsiasi parte terza che utilizzi i contenuti editoriali a scopi commerciali».
Diventa così cruciale che la Commissione europea protegga e difenda «l’attuale quadro legislativo sui diritti d’autore». Un contesto di garanzie è decisivo, secondo l’Enpa, per consentire agli editori di avere il tempo di individuare e promuovere nuovi modelli di offerta.

Lehari ha sottolineato come gli editori si trovino ad affrontare non solo i problemi collegati al calo degli introiti pubblicitari ma anche quelli connessi all’individuare le modalità giuste per monetizzare i propri contenuti in un momento in cui la crisi economica e «la tendenza al gratis per tutti condizionano lo sviluppo del settore dei quotidiani».

Barroso ha confermato che «la libertà dei mezzi di informazione è un bene pubblico» e assicurato l’interesse della Commissione. «I giornali - ha dichiarato il presidente della Commissione - stabiliscono le priorità del dibattito politico, hanno un ruolo insostituibile e sono all’avanguardia dal punto di vista intellettuale».

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