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Intervista

Cosa c'è nell’agenda dei trasporti europei

Cosa c'è nell’agenda dei trasporti europei
Gli spunti di Carlo Fidanza: i corridoi prioritari saranno rivisti a inizio 2011; la mobilità urbana è di fronte a un'evoluzione quadriennale. Situazione di stallo sugli orari di lavoro. E presto un libro bianco sui trasporti sostenibili.

Dario Colombo

12 Ottobre 2010

Cosa si sta facendo per razionalizzare i trasporti in Europa e per adeguarli alle istanze macroeconomiche dell'area e del contesto economico globale?

Abbiamo affrontato la questione con Carlo Fidanza, parlamentare europeo membro della Commissione trasporti e turismo, al quale abbiamo chiesto quale tema fra corridoi internazionali, traffico urbano, assi ferroviari e regolamenti sugli orari del lavoro è la tematica più prossima a essere tradotta in pratica.

«Il Libro Bianco per i trasporti sostenibili 2010-2020, che la Commissione europea dovrebbe presentare entro la fine del 2010 - ha detto Fidanza - rappresenterà un importante passo verso una vera politica dei trasporti sostenibile, basata sull'intermodalità, l'attenzione alla sicurezza, lo sviluppo di tecnologie innovative e una migliore mobilità urbana: da questo dossier discenderanno poi i provvedimenti operativi».

I corridoi prioritari, le cosiddette Ten-T, rimangono il primo punto in agenda: «la loro revisione è prevista per i primi mesi del 2011 e saremo chiamati al massimo impegno per mantenere tra i prioritari i corridoi che attraversano l'Italia. Il problema principale rimane però quello del finanziamento di queste opere, ma qualcosa pare si stia muovendo. Recependo gli input di molti parlamentari, il Presidente Barroso ha recentemente aperto a nuove fonti di finanziamento per le infrastrutture, in particolare attraverso eurobond, in sinergia con la Banca Europea degli Investimenti, e lo sviluppo dei Ppp».

E per quanto riguarda la mobilità urbana? «L'Ue - ha ricordato Fidanza - non ha potere legislativo vincolante ma opera per lo scambio di buone prassi, volte a una maggiore sostenibilità ambientale, competitività del sistema e diritti dei passeggeri: sono tutti interventi, alcuni in fase di svolgimento, che si vuole attuare nei prossimi quattro anni, con una revisione del piano d'azione prevista per il 2012».

Infine, l'annoso tema degli orari di lavoro degli autotrasportatori: «non si é raggiunto un accordo e la Commissione ha deciso di ritirare la proposta che avrebbe portato all'esclusione degli autotrasportatori autonomi dai soggetti sottoposti alla direttiva, creando così un dumping ai danni delle nostre piccole e medie imprese e a favore dei padroncini dell'est europeo, con i conseguenti problemi di sicurezza stradale. A questo punto é probabile che vengano avviate le procedure di infrazione in base alla direttiva del 2002 attualmente in vigore, recepita in modo corretto e tempestivo dall'Italia e da pochissimi altri».

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