Confini
Da Schengen I a Schengen II: nuove sfide all'orizzonte
02 Luglio 2010
Dal 1985 ad oggi sono stati compiuti enormi progressi per la libera circolazione. Si è passati dall'idea di integrazione economica, con il mercato unico e l'entrata in vigore dell'euro, all'integrazione dei cittadini con un'Europa senza confini.
Si chiama Schengen il sistema che ha permesso tutto questo negli ultimi 25 anni. Con l'attuazione di questo sistema, è stato compiuto un passo importante verso i cittadini assicurando maggiore facilità di accesso alla cosiddetta area Schengen formata dai Paesi europei più Islanda, Norvegia, Svizzera e a breve anche Liechtenstein.
Non solo, ci sono anche molti vantaggi in termini di lotta contro la malavita in quanto Schengen prevede la collaborazione tra i Paesi oltre alla presenza di strumenti che permettono la cooperazione e lo scambio di informazioni.
Ma tutto questo non basta. Sta nascendo il sistema Schengen II che avrà due importanti sfide da cogliere. La prima è di rispondere ai Paesi che vogliono entrare a far parte dell'area Schengen assicurando che quelli esterni siano molto ben sorvegliati.
Infatti, come afferma l'eurodeputato Carlos Coelho, che ha svolto un ruolo chiave all'interno di questo processo, bisogna avere fiducia l'uno l'altro perchè chi entra in uno dei Paesi membri entra in Europa. Per questo motivo, ribadisce la necessità di migliorare il sistema di valutazione da parte dei singoli Stati membri.
La seconda sfida è aumentare la sicurezza ai confini esterni. Sebbene il primo Schengen rappresenti un ottimo strumento si deve fare di più. Per questo motivo, il sistema Schengen II si occuperà anche di aggiornare il sistema tramite l'introduzione di due nuovi strumenti: i dati biometrici che uniranno i documenti con il portatore ed evitarà le identificazioni errate e l'interconnessione degi allarmi.
Coelho si mostra fiducioso e afferma che, con il sistema Schengen II, l'Europa sarà in grado di controllare tutti i movimenti legati ad attività criminali e identificarne le persone collegate.
Alcune disposizioni in materia erano state già concordate nel 2006 al fine di essere pronti ed evitare ritardi. In realtà il processo di attuazione è molto più complesso. Occorre infatti effettuare prima delle prove per verificare la corretta funzionalità, la robustezza e disponibilità di tutte le prestazioni e poi, solo dopo le consuete prove tecniche, sarà possibile la migrazione da Schengen I a Schengen II.
L'avvio operativo della seconda versione del sistema chiuderà la fase di sviluppo e segnerà l'entrata in vigore della base giuridica di riferimento.
Di fatto, il sistema doveva essere già funzionante ma la Commissione europea si è appellata alla possibilità di posticipare il termine del 30 settembre 2009 al 30 giugno 2010.
Tuttavia, le previsioni suggeriscono che occorre più tempo.
Si pensa possa entrare in funzione entro la fine del 2011.
Europarlamento24




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