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Rapporti
E-government europeo: più servizi, ma sottoutilizzati
26 Luglio 2010
Data di pubblicazione: Giugno 2010
Formato: pdf
N. Pagine: 8
Lingua: italiana
Fonte: Capgemini
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- Un Centro Comune di Ricerca per stimolare l’innovazione
- Un Consorzio europeo per l'affidabilità dei sistemi complessi
- Tecnologie per sviluppare il settore industriale: in campo gli esperti
- Cooperazione digitale tra le Pa europee: la prima pietra
- Fare contratti cloud: c’è differenza fra Ue ed extra-Ue
- E-service all'europea con l'open source
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- Net neutrality sul tavolo dell’Europa
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- Programma Erasmus, un evergreen
- Ngn: l'Italia cerca la via europea
- Nuovo bando per le ricerche in microfinanza
- Tlc, una voce unica per l’Europa
- Spazio e sicurezza: 324 milioni di euro in ricerca
- Telecomunicazioni, il Berec prende corpo e assume
- Scientix, respirare scienza con un clic
- Domotica: il compito è ridurre il digital divide
- Banda larga e ambienti rurali, arrivano i fondi
- Reti di nuova generazione al centro dell'agenda digitale europea
- Proposte d’azione concrete per l'high-tech: il Rapporto di Digitaleurope
- Sette obiettivi per un'Europa digitale
La misurazione, che dal 2001 viene effettuata per conto della European Commission Directorate General for Information Society and Media e che delinea i progressi dell'eGovernment nella Ue, evidenzia una costante crescita nella disponibilità di servizi online: nel 2009 il 71% dei Paesi Eu27+ (ossia i 27 stati membri più Croazia, Islanda, Norvegia e Svizzera) offre servizi di pagamento online (i servizi transazionali) rispetto al 59% registrato durante l'ultimo benchmark del 2007.
In aggiunta, il livello di sofisticazione dei servizi è cresciuto fino all'83%, rispetto al 76% del 2007.
Il benchmark, che prende in esame più di 14.000 siti governativi di 31 Paesi europei, mostra che solo 6 nazioni offrono la piena disponibilità di servizi online: Austria, Malta, Portogallo, Regno Unito, Svezia e Slovenia.
Nonostante il continuo miglioramento nella disponibilità e nella sofisticazione dei servizi di eGovernment, il report evidenzia ancora un significativo gap tra la disponibilità e l'avvio effettivo di quei servizi, in particolare per quelli rivolti ai cittadini.
Il benchmark si basa sulla strategia i2010 e fornisce un resoconto dettagliato sui servizi di eGovernment in Europa, indagando sullo stato attuale dei servizi online destinati a imprese e a cittadini.
Nell'ultima analisi sono stati aggiunti due nuovi indici: i servizi legati alla funzione di eProcurement e la User Experience.
Lo studio rivela che alcuni Paesi hanno mantenuto un buon livello di performance, tra cui Lettonia e Polonia che hanno registrato significativi miglioramenti.
Le caratteristiche condivise dai Paesi che presentano le valutazioni più alte in termini di performance nell'eGovernment comprendono: sponsorship di alto livello, chiare priorità, crescente collaborazione all'interno degli organi pubblici.
L'esperienza degli utenti è riconosciuta come un fattore essenziale nell'effettivo utilizzo dei servizi online. La qualità dell'accesso attraverso i portali, i servizi di facile utilizzo, l'accessibilità per gli “utenti diversamente abili”, la capacità degli utenti di dare un feedback online o di dare un voto ai servizi di cui hanno usufruito, sono importanti indicatori di “user experience”.
La personalizzazione, il fornire informazioni in modo efficace, l'accesso attraverso la multicanalità e la partecipazione dei cittadini sono esempi di tattiche per entrare in relazione con il cittadino. L'utilizzo delle tecnologie Web 2.0 e del social networking nell'offerta di servizi pubblici online offre una nuova opportunità per innalzare l'attuale basso livello di utilizzo dell'utente finale, per sviluppare un rapporto di fiducia attraverso il dialogo.
Il settore pubblico in Europa spende circa 1.500 miliardi di euro all'anno. Dare visibilità alle gare d'appalto pubbliche ai vari fornitori in Europa è fondamentale.
L'eProcurement sta evolvendo verso un processo online più controllato, superando i compartimenti stagni dei Governi e rendendo gli approvvigionamenti pubblici più visibili ai fornitori, sia all'interno che all'esterno dei confini nazionali, generando così notevoli risparmi. In questo senso, l'eProcurement è diventato un fattore chiave per i Governi europei, anche se il target fissato per il 2010, ossia di una disponibilità on-line dei principali servizi del 100%, è compromesso, essendo stato raggiunto ad oggi solo il 55%. La crisi economica ha generato alti livelli di debito pubblico e un taglio ai vari budget di governo, mettendo un potenziale freno ai piani d'investimento in ambito eGovernment e aumentando nel contempo la pressione verso un miglioramento della performance nell'erogazione di servizi pubblici.
Diventa quindi cruciale riuscire a risparmiare mantenendo alto il livello del servizio. Gli investimenti passati che i Governi hanno fatto dovrebbero quindi essere massimizzati per ottenere ritorni più alti. Oltretutto il più recente obiettivo di ridurre il peso amministrativo in tutta Europa del 25% entro il 2012, oggi pare ambizioso, sebbene si possano prendere ad esempio diversi Stati membri come Grecia, Slovenia e Belgio che hanno dimostrato, attraverso i recenti programmi pilota, che si possono ottenere notevoli benefici finanziari passando ad un'amministrazione gestita online.
Una soluzione per implementare servizi condivisi, risparmiando sui costi e incrementandone l'efficienza, secondo Capgemini potrebbe essere rappresentata dal cloud computing, essendo un modello collaborativo di servizio It che a oggi ha ottenuto buoni risultati.
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