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Agroindustry, Food & Health

Politica Agricola Comune dopo il 2013

Gli europei vogliono i territori al centro della nuova Pac

Gli europei vogliono i territori al centro della nuova Pac
Più ruolo sociale all'agricoltura: la richiesta emerge dal convegno promosso dalla Commissione dopo tre mesi di confronto online su priorità e strumenti per la riforma della Pac. Pervenute 6mila proposte.

Maria Palladino

21 Luglio 2010

Una nuova strategia per le politiche agricole che metta al centro i territori, con le loro diversità e specificità, sviluppando meglio il rapporto tra produttori locali e consumatori.
Questa una delle richieste giunte a Bruxelles nel corso della due giorni sul futuro della Politica Agricola Comune (Pac) voluta dal Commissario Europeo Dacian Ciolos.

L'iniziativa è stata organizzata dopo una consultazione pubblica avviata dalla Commissione lo scorso 12 aprile, con la quale si chiedeva ai cittadini europei e a tutte le organizzazioni di settore, di contribuire a definire i principi e gli obiettivi della Politica agricola comune dei prossimi anni.

Per la prima volta negli oltre 50 anni di vita della Pac, a Bruxelles sono giunti circa 6.000 contributi e proposte per riformarla.
Opinioni su cui si sono confrontati circa 600 rappresentanti giunti dai 27 Stati membri. Le loro conclusioni serviranno come per la nuova comunicazione del Commissario Ciolos, attesa a fine novembre, sugli orientamenti per la revisione della Pac dopo il 2013.

Entro la fine dell'anno, invece, è in programma la proposta giuridica di Bruxelles sulla nuova politica di qualità in agricoltura.

Due i pilastri su cui costruire il futuro dell'agricoltura, quello ambientale, perché l'agricoltura può contribuire sempre di più a una gestione sostenibile delle risorse ambientali, e quello economico che va sicuramente ripensato attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti per la gestione del mercato, nella convinzione che il settore agricolo dare un contributo importante per l'uscita dalla crisi.

«Da questo dibattito - ha detto Ciolos al termine dell'iniziativa - emerge una visione comune sulle sfide che l'agricoltura deve affrontare. Innanzitutto è necessario trovare un giusto equilibrio tra un'agricoltura che rispetti e valorizzi l'ambiente e un'agricoltura che aiuti ad uscire dalla crisi economica. Ci sono poi la sfida della sicurezza alimentare e quella dei territori da valorizzare attraverso il rispetto delle diversità e specificità. La forza dei nostri territori è la forza delle nostre agricolture».

D'accordo con il commissario Ciolos anche Carlo Petrini, fondatore e leader di Slow Food: «La diversità è un patrimonio dell'Europa e del mondo - ha commentato Petrini - la forza dei nostri territori sta nella diversità dei nostri agricoltori. In questa varietà troveremo le risorse per modernizzare il settore».

Per Paolo Bruni, presidente del Comitato delle cooperative europee (Cogeca), la riforma della Pac dovrebbe ispirarsi a quattro linee d'azione: «introdurre, in primo luogo, nuovi ed aggiornati strumenti per ottenere un migliore funzionamento dei mercati; quindi, rafforzare la posizione dei produttori e delle cooperative nella filiera alimentare per correggere lo squilibrio in favore della grande distribuzione; sostenere poi gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico per migliorare la competitività delle imprese agricole europee; infine, rilanciare la politica Ue di promozione dei prodotti agricoli sui mercati internazionali».

Il dibattito ha messo in luce anche il ruolo centrale che la riforma intende assegnare allle imprese agricole professionali. «La nuova Pac - ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi - deve concentrare la massima attenzione sul reddito degli agricoltori e, quindi, la riforma post 2013 deve destinare più risorse per il settore e sostegni a chi vive realmente di agricoltura, gli agricoltori professionali».

Resta sul tavolo il nodo delle risorse che il nuovo bilancio Ue dedicherà al settore. Nei prossimi mesi si chiariranno le proposte ufficiali della Commissione ma intanto Ciolos ha promesso che il sostegno all'agricoltura continuerà ad essere forte. «Gli agricoltori - ha detto il Commissario Ue all'agricoltura - non dovranno più arrossire perché sostenuti da fondi pubblici» ribadendo il ruolo sociale dell'agricoltura «in quanto fornitrice non solo di alimenti, ma anche di servizi che vanno a beneficio di tutta la collettività».
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