Agroindustry, Food & Health
Catena alimentare
Le relazioni fra Gdo e agricoltura sono da equilibrare
19 Gennaio 2012
Nome: Paolo
Cognome: De Castro
Gruppo Parlamentare: S&D
E-mail: paolo.decastro@europarl.europa.eu
Nome: Giovanni
Cognome: La Via
Gruppo Parlamentare: PPE
E-mail: giovanni.lavia@europarl.europa.eu
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Tag agricoltura, commercio, consumatori
De Castro si è rivolto al vicepresidente della Commissione e Commissario per l’Industria Antonio Tajani, ricordandogli la necessità di definire un sistema europeo di armonizzazione dei tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra produttori agroalimentari e sistema distributivo.
Per De Castro non ci si può più permettere distorsioni di concorrenza tra produttori europei: «non è più tollerabile che esistano differenti legislazioni nazionali che regolano in maniera diversa tempi di pagamento, accordi contrattuali, versamento di anticipi e scoutistica. Su questo tema, ci aspettiamo un intervento risolutivo anche da parte della Commissione. I tempi ormai sono maturi come dimostrano anche le iniziative portate avanti in Italia sia dal Ministro Catania, che ha istituito un tavolo tecnico ad hoc, sia dalla Confederazione Italiana Agricoltori che, a riguardo, ha presentato un’apprezzabile proposta di legge popolare».
Stop allo strapotere della Gdo
In ordine alle relazioni fra catena distributiva e agricoltori è intervenuto anche Giovanni La Via, rilevando come fra gli obiettivi della relazione votata ci sia anche quello di ridurre «lo strapotere detenuto oggi dalle strutture della grande distribuzione organizzata».
Con il voto di oggi, per La Via, si é dato l'aire alla creazione di una legislazione europea in grado di disciplinare i rapporti all´interno della catena distributiva evitando condizioni di inferiorità contrattuale per il mondo agricolo. «Si tratta - ha sostenuto - di un'importante battaglia, vinta all'interno del Parlamento europeo, da chi ha voluto difendere i produttori e gli operatori del settore agricolo che in misura crescente, anno dopo anno, si vedono costretti ad accettare pesanti condizionamenti imposti dalle catene della distribuzione».
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