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Contaminazione
Diossina nel bestiame tedesco: chiusi numerosi allevamenti
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Tag agricoltura, Commissione Europea, consumatori, etichettatura
La Germania ha avviato un'inchiesta sulla potenziale origine criminale della contaminazione da diossina degli animali d'allevamento.
L'Unione europea, che si è espressa al riguardo il 7 gennaio scorso, minimizza i rischi legati all'evento ma chiede alla Germania di presentare un rapporto sugli sviluppi delle inchieste.
Nel frattempo in Germania sono stati chiusi 4300 allevamenti di pollame e suini, con una perdita stimata di 60.000 euro a settimana. Migliaia i polli già abbattuti.
La contaminazione sembra essere dovuta all'impiego di olii per
uso industriale nella preparazione di mangimi, messi in commercio in
tutto il paese a partire dallo Stato dello Schleswig-Holstein.
Il governo ha scoperto che tale pratica è stata adottata per diversi mesi prima della sua scoperta. Di conseguenza, è probabile che molti cittadini abbiano già assorbito elevati quantitativi della sostanza inquinante. I livelli di diossina misurati nei controlli sono risultati 78 volte superiori alla norma.
I danni alla salute sono ancora da verificare e quantificare, ma la diossina richiede molto tempo per essere smaltita dal corpo umano e animale in generale, con potenziali gravi rischi, in particolare per le donne in gravidanza e per l'aumento di alcune forme tumorali.
Le associazioni di consumatori tedesche consigliano di evitare il consumo di
uova fino a quando non saranno state ottenute informazioni più dettagliate
e mettono in guardia i cittadini anche sul latte. Dubbi restano sulla contaminazione
delle carni di origine non solo avicola, ma anche suina e bovina.
Naturalmente, la preoccupazione aumenta anche negli altri Stati dell'Unione Europea che importano uova, latte e carni dalla Germania. La Repubblica Slovacca ha già chiuso le importazioni. In Italia Federconsumatori chiede di fare lo stesso, nonostante le rassicurazioni del Ministro della Salute Ferruccio Fazio che ha cercato di placare l'allarme sottolineando come i prodotti importati in Italia siano perfettamente tracciabili grazie alla loro etichettatura. Controlli a campione saranno in ogni caso effettuati dai Nas in tutto il paese.
Ancora da chiarire, in ogni caso, la natura dolosa
o accidentale di quanto avvenuto. Pare, però, che alcune
aziende ne fossero già al corrente nel marzo 2010
e che non abbiano tempestivamente avvisato le autorità in modo da permettere
loro di avviare subito gli accertamenti necessari.
Giovedì 13 i tecnici che avranno partecipato alla commissione di Bruxelles incontreranno a Roma i rappresentanti dei Nas e delle Regioni in un vertice nazionale con l'obiettivo di mettere a punto il sistema di controlli e rafforzare il filtro.
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