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Direttiva servizi: cosa hanno fatto gli altri Stati membri

Gli Stati membri hanno incontrato difficiltà nell'attuare la direttiva. Tuttavia, la maggior parte di loro ha già recepito la normativa orizzontale, quella contenente le disposizioni generali, in attesa di apportare modifiche, proroghe o aggiunte a quella nazionale per non incorrere in infrazioni.

L'ampia portata della direttiva sui servizi ha causato non pochi problemi in fase di recepimento e attuazione.
Attualmente, non c'è ancora uno Stato membro che ha adottato la direttiva in maniera esemplare. Tuttavia, nel complesso i primi risultati sono giudicati incoraggianti dalla Commissione europea.

Per quanto riguarda lo stato di recepimento e attuazione della direttiva, 22 Stati membri hanno optato per l'adozione di un'unica normativa orizzontale ossia quella relativa all'attuazione dei principi e degli obblighi generali previsti dalla direttiva. In Austria e Lussemburgo la normativa orizzontale è in discussione in Parlamento e in Irlanda è ancora in fase di elaborazione.

Francia e Germania hanno optato, invece, per l'adozione di più atti legislativi e, attualmente, i lavoro francesi si sono conclusi mentre quelli tedeschi sono ancora in corso.
Tuttavia, tutti gli Stati hanno dovuto abrogare o modificare una serie di disposizioni settoriali vigenti nei loro ordinamenti e che erano in conflitto con la direttiva.
Di questi, 15 Paesi non hanno ancora notificato alla Commissione le disposizioni di modifica richieste dalla direttiva e i restanti 12 hanno già notificato il termine di questi lavori.

Relativamente alla costituzione degli sportelli unici così come previsto dalla direttiva, 25 Stati membri hanno creato o intendono creare uno sportello unico elettronico a livello nazionale mentre solo Germania e Austria li avranno anche a livello di singole regioni. Di questi sportelli, 22 saranno solo in formato elettronico mentre 15 saranno supportati da sportelli fisici.
In 17 Stati membri è già possibile espletare alcune procedure on line, nei restanti 10, tra cui rientra anche l'Italia, non risulta essere anche possibile.

Dall'inizio del 2010, gli Stati membri hanno avviato, insieme alla Commissione europea, la cosiddetta mutual evaluation di alcune misure nazionali sottoposte a revisione.
Si tratta di un metodo di lavoro innovativo, per la prima volta applicato in Europa, e che permetterà di semplificare e facilitare l'attuazione della direttiva.
A tal fine, gli Stati membri sono stati invitati a presentare le loro analisi e osservazioni che saranno portate all'attenzione, entro la fine dell'anno, del Parlamento europeo e del Consiglio oltre ai risultati della consultazione delle parti interessate.