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High Tech & Media

Uso della banda larga

Domotica: il compito è ridurre il digital divide

Domotica: il compito è ridurre il digital divide
Per gli operatori del settore high-tech si aprono prospettive di investimento. L'obiettivo è ambizioso: raddoppiare il numero di anziani europei capaci di vivere in maniera autonoma.

Emanuele Bruno

07 Giugno 2010

Digital Agenda

Data di pubblicazione: maggio 2010

Formato: pdf

N. Pagine: 157

Lingua: inglese

Dimensione: 316 Kb

Digital_Agenda.pdf

Il testo completo dell'agenda digitale per l'Europa presentata dalla Commissione, prima fra le sette iniziative faro della Strategia Europa 2020 per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
Europe's Digital Competitiveness Report - Vol 1

Data di pubblicazione: Maggio 2010

Formato: Pdf

N. Pagine: 127

Lingua: Inglese

Dimensione: 870 KB

Fonte: Commissione Europea

europe_digital_compete_1.pdf

Il rapporto completo sullo stato dell'arte dell'Ict in Europa: dagli investimenti, alla diffusione della banda larga, dall'e-commerce ai servizi pubblici online
Europe's Digital Competitiveness Report - Vol 2

Data di pubblicazione: Maggio 2010

Formato: Pdf

N. Pagine: 68

Lingua: Inglese

Dimensione: 470 KB

Fonte: Commissione Europea

europe_digital_compete_2.pdf

Lo stato dell'arte dell'Ict suddiviso per singolo Stato membro.

Tag competitività, consumatori, internet

Invecchiare bene nella società dell'informazione potrebbe non essere una chimera, ma un diritto riconosciuto. Tra gli obiettivi dell'agenda digitale europea c'è anche quello di raddoppiare entro il 2015 il numero di anziani che vivono in maniera autonoma. Ed è attualmente in corso una consultazione pubblica che invita cittadini, imprese e ricercatori europei a proporre nuove idee per massimizzare l'effetto positivo delle nuove tecnologie di comunicazione in questo delicato ambito.

Il cosiddetto "digital divide" ha una sua precisa valenza sociale, oltre che geografica. Ed è in questo suo aspetto più trasversale ai territori e allo sviluppo che forse si esprime in maniera più subdola. Aumentando le distanze tra chi è in grado di fruire dei servizi multimediali più avanzati e chi invece subisce gli effetti di un handicap generazionale o anche solo culturale.

Tra i principi che hanno ispirato la definizione dell'Agenda Digitale europea c'è anche quello di limitare queste differenze e accorciare le distanze tra chi, nel lavoro come nella società, è perfettamente integrato nelle nuove dinamiche digitali e chi ancora non lo è.

Le reti a banda larga sono infrastrutture in grado di portare benessere e lavoro nei territori in cui sono realizzate, ma possono essere pure uno strumento eccezionale per migliorare la qualità della vita degli anziani.

Un impegno in questo senso, qualificato da investimenti rilevanti, viene in questo momento portato avanti anche attraverso il programma Aal (Ambient Assisted Living) che è mirato, attraverso soluzioni che chiamano spesso in causa la domotica, a ottenere vantaggi per gli europei più anziani.

Si vuole innanzi tutto estendere il tempo nella giornata in cui questa fascia di persone possa vivere nel proprio ambiente preferito, ma l'idea è ovviamente anche quella di produrre benefici di tipo funzionale, collegati al fatto che nelle società che stanno progressivamente invecchiando sarà strategico ed economico sostenere il mantenimento della salute, aumentare la sicurezza, evitare l'isolamento, favorire la produttività di questo macro target di individui.

Su questo terreno e su questo programma, un gruppo di esperti presieduto dall'ex commissaria europea Meglena Kuneva, funge da riferimento preferenziale della Commissione europea. Neelie Kroes, commissario responsabile per l'Agenda Digitale, invita «gli utenti, i ricercatori e le imprese a farci sapere in che modo possiamo migliorare il programma comune dedicato alla domotica per le categorie deboli».

Le applicazioni in questione, secondo la Kroes, oltre che migliorare la qualità della vita degli anziani e delle persone più vulnerabili «possono ridurre i costi dell'assistenza sociale e sanitaria e offrire nuove opportunità di mercato per l'industria e i fornitori di servizi in Europa».

Gli esiti della consultazione, che rimarrà aperta fino al prossimo primo luglio, verranno successivamente trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio.

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