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Building, Energy & Environment

Intervista

Efficienza energetica negli edifici: il lavoro va iniziato adesso

Efficienza energetica negli edifici: il lavoro va iniziato adesso
Un esame della Direttiva 2010/31/Ce, che impatterà, quando recepita, sia sul sistema industriale, sia sui consumatori. Costruire edifici sarà più articolato, ma più sano, anche per il business.

Dario Colombo

04 Ottobre 2010

Direttiva 2010/31/UE

Data di pubblicazione: 18 giugno 2010

Formato: pdf

N. Pagine: 23

Lingua: italiana

Fonte: Gazzetta Ufficiale Ue

Direttiva_2010_31_CE.pdf

Le decisioni di Parlamento europeo e Consiglio sulla prestazione energetica degli edifici.
Orientarsi fra le novità della direttiva 2010/31 Ce

Data di pubblicazione: luglio 2010

Formato: pdf

N. Pagine: 10

Lingua: italiana

Dimensione: 3,4 Mb

direttiva_2010_31_spiegata.pdf

Il rendimento energetico nell'edilizia: la direttiva 2010/31 Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, spiegata dall'architetto Sofia Febo, del dipartimento di ingegneria dell'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara.
Lara Comi

Nome: Lara

Cognome: Comi

Gruppo Parlamentare: PPE

E-mail: lara.comi@europarl.europa.eu

Attività

Tag ambiente, building, consumatori, efficienza energetica, imprese, innovazione

Lara Comi, europarlamentare italiana, è vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento Europeo, e anche membro sostituto della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia.
La sua attivià a Bruxelles e a Strasburgo l'ha portata, quindi, al cospetto delle tematiche toccate dalla Direttiva 2010/31/Ce sotto un doppio profilo: quello industriale e quello dei consumatori. Costruttori e abitanti: un cerchio che si chiude.

È stato logico, quindi, rivolgerle alcune domande in relazione al recepimento della direttiva che promette di cambiare il modo in cui gli edifici dovranno essere concepiti e costruiti. Comi è consapevole della portata della direttiva, tant'è che già nel luglio scorso si è fatta motore di un incontro in Regione Lombardia per mettere le associazioni di settore, gli operatori di industria e la politica allo stesso tavolo, quello della consapevolezza che ci attendono anni di lavoro sul tema.

Cosa sta accadendo negli altri stati membri sul piano del recepimento della direttiva? Ha raccolto riscontri oggettivi in tal senso?

In questo momento è difficile conoscere la risposta a questo quesito in quanto la Direttiva in oggetto, sebbene entrata in vigore lo scorso 8 luglio, dovrà essere adottata da parte degli Stati Membri solo a partire dal 9 luglio 2012, data in cui la precedente Direttiva 2002/91/CE sarà definitivamente abrogata, e applicata a partire dal 9 gennaio 2013. È plausibile, quindi, pensare che gli Stati Membri stiano a oggi pianificando gli iter normativi e le politiche di risparmio energetico nell'edilizia necessari a tale scopo.

La direttiva andrà a influire sull'attestato di prestazione energetica e sulle certificazioni in essere nel nostro Paese. Prevede un lavoro intenso di sintonizzazione e di allineamento a livello regionale?

La nuova Direttiva è stata emanata con lo scopo di chiarire, rafforzare e ampliare il campo d'applicazione della precedente Direttiva 2002/91/CE. In quest'ottica, le nuove disposizioni rappresentano una sorta di naturale evoluzione di quanto stabilito nel 2002 per indirizzare le politiche a medio e lungo termine degli Stati Membri in materia di risparmio energetico nell'edilizia. Le novità introdotte circa gli Attestati di Prestazione Energetica (Ape) sono minime. I contenuti obbligatori restano pressoché invariati, tant'è che gli attestati rilasciati, e che continueranno a esserlo con l'attuale procedura, in conformità alla precedente Direttiva 2002/91/CE, restano validi fino alla loro scadenza. Per ciò che concerne i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, dovranno essere fissati dai singoli Stati Membri e applicati a tutti gli edifici di nuova costruzione, esistenti e ristrutturati, anche con superficie inferiore a 1.000 metri quadri e ai sistemi tecnici. In sostanza, pur continuando a delineare la possibilità d' escludere determinate categorie di edifici, tra cui gli edifici d'interesse storico-artistico, quelli di culto, i fabbricati temporanei, i siti industriali, le officine, gli edifici agricoli, gli edifici residenziali utilizzati meno di 4 mesi all'anno e i fabbricati indipendenti di superficie inferiore a 50 metri quadri, a partire dall'adozione della Direttiva 2010/31/CE, viene meno l'obbligatorietà del rispetto dei requisiti minimi di prestazione energetica solo per quegli edifici di grande dimensione. In merito, poi, alla definizione dei requisiti minimi di prestazione energetica, la Direttiva, allo scopo di ridurre l'ampio divario tra i risultati dei diversi Stati Membri in questo settore e auspicando un avvicinamento di tali strumenti di valutazione, prescrive, per i metodi di calcolo dei requisiti minimi, la conformità a quanto indicato nell'Allegato 1. Pur lasciando l'autonomia agli Stati Membri e alle regioni di legiferare in materia, in sostanza, si obbliga al rispetto di una serie di indicazioni generali per la definizione dei requisiti minimi. D'altra parte, già con il DM del 26 giugno del 2009, il Ministero dello Sviluppo Economico italiano aveva attivato, con lo stesso fine, i meccanismi di raccordo, concertazione e cooperazione tra lo Stato, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali in materia di certificazione energetica degli edifici. Il calcolo delle prestazioni energetiche edilizie deve affiancare al già esistente concetto di riscaldamento quello di raffrescamento.

Dal suo punto di vista come si può veicolare al meglio verso operatori del settore e cittadini questo raddoppio degli aspetti tecnici da tenere in considerazione? È poi opportuno, in questa fase di recepimento fare anche valutazioni sugli oneri e sulla capacità di spesa dei cittadini, anche alla luce della situazione economica?

In realtà si può considerare tutta la questione come un investimento: c'è un esborso iniziale, maggiore di quello richiesto in passato, ci sono dei costi di esercizio, che dal combinato dei due concetti vengono minimizzati dodici mesi all'anno. La differenza tra costi di prima e costi di oggi ripaga, nel giro di pochi anni, del maggiore esborso iniziale. In considerazione dell'importanza di predisporre strumenti di finanziamento atti a favorire il miglioramento della prestazione energetica degli edifici e il passaggio a edifici a energia quasi zero, la nuova Direttiva prescrive agli Stati Membri di redigere, entro il 30 giugno 2011, un elenco delle misure e degli strumenti esistenti ed eventualmente proposti, compresi quelli di carattere finanziario, da aggiornare ogni tre anni e che promuovano gli obiettivi della Direttiva. Infine si può considerare che, almeno nel caso italiano, i dati rappresentano un popolo di risparmiatori e di proprietari di case. Non ci si può aspettare che chi è colpito dalla crisi avvii lavori di costruzione e di ristrutturazione finché non si è ripreso, ma chi ha qualche cosa da parte può approfittare per aiutare a rimettere in moto l'economia.

Qual è la sua valutazione degli impatti che la direttiva avrà sul complessivo mercato edilizio nazionale ed europeo?

Colgo due effetti principali: il primo consiste nella maggiore efficienza degli edifici, che ne aumenta sicuramente il valore, permettendo al mercato immobiliare di tornare ad offrire rendimenti interessanti e attirando nuovi capitali. Il secondo è più complesso: riguarda il maggior onere finanziario collegato alla costruzione di una nuova abitazione o alla ristrutturazione di una esistente che demotiva una parte di coloro che vogliono iniziare a costruire, con l'effetto di avere meno case sul mercato e quindi dei prezzi superiori; per le ristrutturazioni, si registra la presenza di case meno interessanti e quindi disponibili a prezzi inferiori. In un secondo momento questa potrebbe essere una spinta all'aumento della domanda. Nel complesso, quindi, si può essere ottimisti sulla ripresa del lavoro in questo comparto, e sulla crescita del valore degli immobili.

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