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Normative

Elettricità e gas: tutti i Paesi devono adeguare a breve le leggi nazionali

Elettricità e gas: tutti i Paesi devono adeguare a breve le leggi nazionali
Molti aspetti delle normative per il mercato unico di elettricità e gas non sono state rispettate. Ora l’Ue chiede a 20 Stati di recepire entro due mesi le direttive comunitarie.

24 Giugno 2010

Data di pubblicazione: 2008

Formato: Pdf

N. Pagine: 16

Lingua: Italiano

Dimensione: 760 KB

Fonte: Commissione Europea

prevenzione_mercato_interno.pdf

Anche se la libera circolazione delle merci, in un mercato comune, costituisce un fatto positivo, a volte le regolamentazioni nazionali possono causare alle imprese difficoltà considerevoli cira la vendita di prodotti in altri Stati membri. A questo fine è stata concepita la direttiva 98/34/CE che obbliga gli Stati membri a fornire informazioni sui progetti di regolamentazione tecnica sui prodotti prima che essi vengano adottati; campo principale di applicazione della direttiva sono le telecomunicazioni, i prodotti agricoli, i trasporti, le costruzioni e l’ingegneria meccanica. Questa procedura si caratterizza per l’eliminazione di ostacoli al funzionamento del mercato interno prima del loro insorgere ed evita, in questo modo, un’azione a posteriori. Infatti, questa direttiva, intende garantire la conformità con le norme nazionali, migliorare la qualità delle singole legislazioni e consentire agli attori economici di ottenere vantaggi dalle molteplici opportunitò offerte dal mercato interno.

Due mesi a disposizione per recepire le direttive Ue n. 1228/2003 e n. 1775/2005 riguardanti le condizioni di accesso alle reti per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e il trasporto di gas naturale. Questi i termini della richiesta che l'Unione ha inviato a 20 Stati membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) sotto forma di 35 pareri motivati.

Secondo le due normative, entrate in vigore rispettivamente dal 1° luglio 2004 e 1° luglio 2006, ogni paese dell'Unione doveva adeguarsi e garantire l'accesso non discriminatorio di fornitori terzi alle reti di trasmissione del gas e dell'elettricità, obbligando i gestori delle reti a pubblicare informazioni sulla loro disponibilità e offrire la massima capacità della rete al mercato per un suo uso ottimale. Era necessario, inoltre, stabilire a livello nazionale sanzioni efficaci da applicare in caso di violazione delle disposizioni di legge in merito.

Le infrazioni alle normative in vigore
Poche
, in realtà, sono state le nazioni che hanno recepito le direttive comunitarie. Quattro Stati membri (Belgio, Polonia, Romania e Slovenia) non hanno nemmeno istituito dei meccanismi di risoluzione delle controversie a disposizione dei cittadini, come invece previsto dalle direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE per elettricità e gas.

Di fatto, i cittadini di tali paesi non dispongono di procedure semplici e poco costose per presentare i loro reclami. E questo, nonostante un punto fondamentale delle regolamentazioni europee per il mercato unico prevedesse l'accesso ad un livello più elevato di tutela dei consumatori.

Da qui la riluttanza nello sfruttare i vantaggi del mercato unico dell'energia, alla ricerca di tariffe di gas ed elettricità più ragionevoli, andando anche ad ostacolare la concorrenza e lo sviluppo dei fornitori più piccoli o di quelli che investono nelle energie rinnovabili.

Tra i rilievi dell'Ue anche il mancato coordinamento tra autorità nazionali e gestori di sistemi di trasmissione di elettricità per una migliore distribuzione della capacità della rete nelle interconnessioni transfrontaliere.

Ottemperare agli obblighi entro breve
Ora gli Stati interessati dovranno dare adeguate risposte entro due mesi, trascorsi i quali potranno essere deferiti alla Corte di Giustizia dell'Ue.

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