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Esperimenti scientifici: nuove regole riducono il numero di cavie

Esperimenti scientifici: nuove regole riducono il numero di cavie

©PIETRO NAJ OLEARI

La nuova direttiva approvata in plenaria riduce il numero di animali soggetti a esperimenti scientifici, vieta l'uso di primati e introduce soglie di dolore. Previste deroghe, da sottoporre a Commissione e agli altri stati membri e ispezioni ai laboratori.

08 Settembre 2010

Il Parlamento europeo ha approvato l'accordo secondo cui dovrebbe ridursi il numero di animali sottoposto a esperimenti scientifici, raggiungendo così un compromesso tra necessità scientifiche e benessere animale.
La direttiva, approvata in via definitiva in occasione della plenaria, prevede l'obbligo per le autorità competenti nazionali di valutare le implicazioni sul benessere degli animali per ogni test che è in procinto di essere effettuato su di loro.

Ogni esperimento scientifico deve avere un procedimento alternativo che non prevede l'uso di animali da esperimento.
Questi infatti potranno essere utilizzati solo per la ricerca di base e la cura di malattie di esseri umani, animali o piante e test di efficacia di farmaci ma anche per l'insegnamento superiore e le indagini medico-legali.
 
Tuttavia, sono state introdotte clausole di salvaguardia per lasciare margine di azione ai governi nazionali di derogare alcune specifiche disposizioni in casi particolari o situazioni di emergenza ma solo se scientificamente giustificabili, dopo aver informato la Commissione europea ed aver avuto il consenso da parte degli altri Stati membri.

La direttiva proibisce l'uso di grandi primati come ad esempio lo scimpazè ma, secondo alcuni deputati, questo divieto potrebbe ostacolare la ricerca di alcune malattie particolarmente gravi come l'Alzheimer.

Inoltre, dal testo emerge l'introduzione di una serie di categorie del dolore inflitto alle cavie e per evitare la ripetizione della sofferenza, la Commissione ha deciso di consentire il riutilizzo per esperimenti classificati come moderati e solo dopo aver consultato il veterinario.
Affinchè tutti i laboratori si adattino alla direttiva entro i prossimi due anni, i deputati si sono trovati d'accordo sulla necessità di effettuare ispezioni annuali di almeno un terzo dei laboratori.

Alcuni deputati italiani come Giancarlo Scottà trovano che questo sia un accordo efficace in quanto reale punto di equilibrio tra varie necessità e che rappresenta un avanzamento rispetto alla legislazione precedente del 1986, come pensa Paolo De Castro.
Anche Cristiana Muscardini, in accordo con i suoi colleghi, ha espresso la necessità di terminare esperimenti inutili e ripetitivi e aggiunge che l'efficacia di alcuni risultati scientifici può non essere necessariamente confermata da esperimenti su animali, ma anche in vitro e con simulatori del metabolismo umano. Scettica in merito Elisabetta Gardini, che ritiene che la ricerca sugli animali sia fondamentale e non esistono ancora valide alternative. Contraria alla direttiva Sonia Alfano, la quale ritiene che il riutilizzo di animali per scopi scientifici non incentiverà l'uso di metodi alternativi e ha pertanto chiesto il rinvio del testo in commissione parlamentare ma l'Aula ha respinto a maggioranza tale richiesta.

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