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Etichette e tracciabilità nel tessile, successo italiano

Etichette e tracciabilità nel tessile, successo italiano
Il testo unico regolamentare andrà in aula il 10 maggio per il voto finale, portando l'indicazione del paese di origine e un nuovo meccanismo di controllo.

03 Maggio 2011

Con il nuovo Regolamento sull’etichettatura dei prodotti tessili approvato dal Consiglio europeo e che il Parlamento europeo si appresta a votare, l’Italia ottiene l’impegno dell’Europa a tutelare i consumatori mediante l'indicazione del paese di origine e l’adozione di un nuovo meccanismo di tracciabilità.

Il Regolamento, che affonda le radici nel gennaio di due anni fa, riunisce tutta la legislazione esistente relativa ai nomi dei prodotti tessili e all’etichettatura in un unico testo di immediata applicazione.

Tale procedura serve a evitare gli oneri amministrativi di trasposizione nella legislazione nazionale degli adattamenti tecnici richiesti ogni volta che il nome di una nuova fibra tessile viene aggiunto alla lista armonizzata.

Il testo impegna la Commissione europea a elaborare una proposta legislativa per l’adozione di nuovi sistemi di etichettatura, più accurati e completi, che contengano maggiori informazioni sulle caratteristiche e la provenienza del prodotto tessile.

Il Parlamento europeo voterà nella sessione plenaria di Strasburgo del 10 maggio in seconda lettura il provvedimento congiunto del Parlamento e del Consiglio.

Parlamento e il Consiglio hanno anche adottato una dichiarazione congiunta, da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale insieme al Regolamento, con cui hanno espresso la consapevolezza dell’importanza di fornire informazioni accurate ai consumatori, con particolare riguardo all’esatta origine dei prodotti acquistati, in modo da proteggere i consumatori da rivendicazioni di origine false, improprie o ingannevoli.

Nel raggiungimento del risultato è da rilevare il lavoro svolto dalla Vicepresidente della Commissione Mercato interno e protezione consumatori del Parlamento europeo, Lara Comi, anche in squadra con il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e la Rappresentanza Permanente a Bruxelles.

Il segnale che il Parlamento europeo manda ai Governi dei 27 serve anche a rafforzare il lavoro che si sta facendo con il Consiglio per l’approvazione del regolamento più generale sul Made in.

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