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Rfid
Etichette intelligenti, sì. Ma la privacy?
08 Aprile 2011
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Tag commercio, competitività, concorrenza, consumatori, etichettatura
L'accordo, "Quadro per la valutazione dell'impatto delle applicazioni Rfid sulla protezione della vita privata e dei dati", è parte dell'attuazione di una raccomandazione della Commissione adottata nel 2009 che prevede che le etichette intelligenti utilizzate siano disattivate, automaticamente e gratuitamente, al momento dell'acquisto di prodotti che le contengono, a meno che il consumatore chieda esplicitamente che siano mantenute in funzione.
Per Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell'agenda digitale, l'accordo è importante perché «traduce il nostro impegno di porre la tutela della vita privata dei consumatori al centro della tecnologia delle etichette intelligenti e di garantire che le problematiche inerenti alla tutela della vita privata siano affrontate prima di commercializzare i prodotti».
L'accordo stabilisce che le imprese svolgano una valutazione globale dei rischi per la vita privata e adottino misure per far fronte ai rischi individuati prima che una nuova applicazione contenente una smart tag sia introdotta nel mercato.
Tra i rischi da contemplare vi sono gli effetti che potrebbero avere sulla sfera privata i collegamenti tra i dati raccolti e trasmessi ed altri dati, aspetto sensibile nel caso di dati personali come quelli biometrici, sanitari o inerenti l'identità.
Il quadro è applicabile a tutti i settori economici che utilizzano le etichette intelligenti: trasporti, logistica, commercio al dettaglio, servizi di biglietteria, sicurezza e sanità.
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