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Retail & Hospitality

Industria tessile

Etichette più semplici per i prodotti tessili

Etichette più semplici per i prodotti tessili
Tre importanti novità nel tessile. Semplificazione del sistema delle etichettature tramite l'introduzione di un barcode che fornirà al consumatore informazioni dettagliate e tracciabilità del prodotto. Richiesta l'armonizzazione delle taglie e il rispetto delle stesse norme per i prodotti importati.

21 Maggio 2010

Lara Comi

Nome: Lara

Cognome: Comi

Gruppo Parlamentare: PPE

E-mail: lara.comi@europarl.europa.eu

Attività

Tag commercio, consumatori, etichettatura

La relazione della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori (Imco) circa l'etichettatura dei prodotti tessili è stata approvata dal Parlamento europeo con 528 voti favorevoli, 18 contrari e 108 astensioni.
La vicepresidente della Commissione Imco, Lara Comi, ha affermato che quest'ampia adesione rappresenta un importante risultato raggiunto in questa direzione.
Inoltre, con il sostegno del Consiglio europeo, si è avuta la possibilità di introdurre la questione all'ordine del giorno della plenaria accellerando così i tempi di adozione di questo regolamento.

Le richieste della commissione comprendono vari aspetti tutti volti a tutelare il consumatore fornendogli un'informazione più trasparente.

In particolare, si stanno muovendo i primi passi verso un'etichetta semplice e di facile comprensione per il consumatore utilizzando il linguaggio comune, per risolvere quell'asimettria informativa esistente circa le fibre utilizzate per la produzione del capo di abbigliamento.
Si pensa che tale semplificazione possa avvenire attraverso l'introduzione di un barcode sull'etichetta del capo.
In questo modo, passandolo appositi strumenti, il consumatore può, non solo avere la tracciabilità del prodotto e quindi avere informazioni circa la sua provenienza e percorso, ma anche la carta di identità del capo, comprendente taglia (che sarà comunque mantenuta sull'etichetta), informazioni circa l'etichettatura ecologica (quindi se rispetta l'ambiente) e l'etichettatura sociale (se è socialmente sostenibile).

In secondo luogo, è stata espressa la volontà di armonizzare le taglie. Questa proposta, però, non è stata ben voluta da alcuni Paesi dell'Unione europea con i quali si spera di trovare un accordo per raggiungere questo obiettivo.

Infine, si pensa di attuare un processo di semplificazione dei simboli relativi all'uso e alla manutenzione del prodotto.
La presenza di simboli che aiutino a capire la manutenzione del capo non è prevista all'interno delle normative nazionali di tutti gli Stati membri. Tuttavia, in Italia esistono già norme severe a riguardo e la Commissione Imca sta cercando di far approvare un pacchetto di norme nel quale si esprime l'obbligo a cui devono sottostare i prodotti importati per garantire l'adeguata tutela al consumatore affinchè si abbiano in commercio prodotti di qualità.

Tutto questo si inserisce in una visione più ampia di semplificazione del processo di acquisto dei consumatori affinchè questo possa avvenire anche in maniera più consapevole e trasparente.

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