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Finanziamenti di lungo periodo

Fondi: coordinamento tra politiche di ricerca e di coesione

Fondi: coordinamento tra politiche di ricerca e di coesione
La relazione Van Nistelrooj chiede di armonizzare l'uso di Fondi Strutturali e Programma Quadro. Per il Parlamento è fondamentale che le politiche di ricerca rispondano ai bisogni di città e regioni.

Giuseppe Saija

21 Maggio 2010

Ricerca e innovazione sono elementi chiave della crescita Ue, ma continuano a soffrire della mancanza di coordinamento tra gli strumenti di finanziamento europei e nazionali. La relazione presentata in Parlamento dall'olandese Lambert Van Nistelrooj parla chiaro. Tra i ventisette stati membri sono attualmente operativi 246 programmi nazionali o regionali di sostegno alla ricerca, ma le sinergie con gli strumenti comunitari a gestione diretta come il Programma Quadro, sono ancora troppo limitate. E seppure sono stati fatti passi in avanti come ad esempio il lancio del programma Regioni della Conoscenza, che ogni anno stanzia circa 18 milioni per progetti condotti da cluster regionali tematici (sulla salute nel 2010), gli sforzi di Bruxelles e quelli delle regioni appaiono ancora troppo scollegati tra di loro.

Tra gli ostacoli maggiori c'è l'attuale divieto di finanziamento misto tra Programma Quadro e Fondi Strutturali. Finora le sinergie si limitano a interventi complementari ma separati, come nel caso delle infrastrutture di ricerca, dove il Settimo programma quadro copre la fase preparatoria e i Fondi strutturali le opere di realizzazione).

Secondo Van Nistelrooj è importante considerare la ricerca come uno dei fattori di coesione dell'Unione, soprattutto quando riesce ad esprimere strategie di innovazione corrispondenti ai bisogni di regioni e città europee. La Commissione europea sta attualmente disegnando le basi della politica di coesione successiva alla programmazione 2007-2013 e proprio in quest'ottica il Parlamento chiede un avvicinamento tra politiche di coesione e di ricerca.

Secondo la relazione Van Nistelrooj i Fondi Strutturali sono lo strumento più appropriato, a patto che le procedure per il loro utilizzo vengano snellite per promuovere iniziative imprenditoriali innovative. L'attuale politica di coesione, messa in atto attraverso i fondi strutturali, è fondata sullo stimolo all'innovazione, all'imprenditorialità e alla conoscenza, principi che in concreto si scontrano però con i tempi lunghi della programmazione regionale e con l'eccessiva burocratizzazione dei programmi di finanziamento.

D'altro canto, il Programma Quadro, principale strumento di finanziamento delle attività di ricerca nell'Ue, consente una vera integrazione europea delle risorse della conoscenza, ma spesso penalizza le regioni meno avanzate, in cui la collaborazione tra mondo della ricerca e impresa è meno sviluppata.

Nel periodo 2007-2013 i Fondi Strutturali hanno destinato alla ricerca circa 50 miliardi di euro, quasi la stessa cifra stanziata dal Programma Quadro. La politica di coesione dovrà essere sostanzialmente ridisegnata nei prossimi mesi ed è già oggetto di forti polemiche, soprattutto da parte dei rappresentanti degli enti territoriali, che rivendicano il ruolo centrale delle regioni.

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