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Energia

Gli obiettivi di efficienza energetica dovranno essere vincolanti

Passano in Commissione Itre gli emendamenti per raggiungere gli obiettivi 20 20 20.

01 Marzo 2012

Gli obiettivi in materia di efficienza energetica potrebbero presto diventare vincolanti per gli Stati dell'Unione europea. È quanto ha chiesto, a grande maggioranza (51 voti contro sei, e tre astenuti), la commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo, approvando una serie di emendamenti alla proposta di direttiva Ue sull'efficienza energetica.

Come noto, nel pacchetto clima/energia, approvato nel 2008, l'Ue aveva previsto per il 2020 di ridurre le emissioni a effetto serra del 20%, incrementare del 20% la quota di rinnovabili nell'energia prodotta e aumentare del 20% l'efficienza energetica (ovvero tagliare della stessa quota il consumo finale).

Dei tre obiettivi, tuttavia, solo i primi due, ora in vigore, sono vincolanti (con sanzioni comunitarie in caso di inadempienza), mentre sinora quello sull'efficienza energetica è rimasto indicativo, soprattutto a causa della contrarietà di alcuni Stati membri.

L'Esecutivo comunitario, tuttavia, ha stimato che, con gli sforzi fatti fino a oggi, al 2020 si raggiungerebbe soltanto la metà del target sul risparmio energetico, ed ha perciò aperto all'ipotesi di rendere il terzo 20% obbligatorio a partire dal giugno 2014, come peraltro richiesto da numerose associazioni ambientaliste.

Secondo la modifica approvata dalla commissione Industria, il fabbisogno previsto per il 2020 nell'Ue dovrà essere tagliato a 1.474 milioni di tonnellate di equivalente petrolio (Tep), con una riduzione di 368 milioni di tonnellate.

L'Italia dovrebbe arrivare a 159,8 milioni di tonnellate, con una diminuzione di 49 milioni di Tep.

Entro il mese di gennaio 2015, inoltre, gli Stati membri dovrebbero mettere a punto una roadmap nazionale per la creazione di reti di riscaldamento e raffrescamento efficienti e di cogenerazione ad alta efficienza.

Anche le compagnie energetiche sarebbero chiamate a raggiungere un obiettivo di risparmio annuale pari ad almeno l'1,5% delle vendite da loro totalizzate nel triennio precedente. Se il testo votato dagli eurodeputati sarà confermato, saranno introdotti anche dei meccanismi di finanziamento nazionali per l'efficienza energetica, il rinnovo del 2,5% all'anno degli edifici pubblici, oltre a una roadmap per il taglio dei consumi di tutti gli edifici entro il 2050.

«Con questo voto - ha spiegato il relatore, l'eurodeputato lussemburghese Claude Turmes - l'Ue sarà in grado di controllare i costi dell'energia, in un periodo in cui le quotazioni di petrolio e gas sono in crescita. Se non abbiamo i mezzi per controllare questi prezzi, dobbiamo concentrarci sulla stabilizzazione della domanda, investendo i soldi risparmiati per l'industria e i posti di lavoro».

Il testo è ora atteso alla discussione in plenaria.