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Intervista

I vantaggi di Expo 2015 di scena a Bruxelles

I vantaggi di Expo 2015 di scena a Bruxelles
L'onorevole Carlo Fidanza ha presentato al Parlamento europeo l'esposizione universale milanese. Già individuate ricadute positive, oltre che sul settore turistico, su building, agricoltura e high-tech, all'insegna dell'innovazione.

Dario Colombo

04 Maggio 2010

L'eurodeputato Carlo Fidanza in qualità di promotore del Comitato "EuroExpo 2015", che sostiene l'Esposizione Universale di Milano nel 2015, ha tenuto il 4 maggio a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, la conferenza "Expo 2015 - Una sfida per l'Europa, una speranza per il pianeta".

L'incontro si è tenuto a pochi giorni dalla presentazione al Bie (Bureau International des Expositions) del dossier di registrazione della candidatura italiana e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco di Milano e Commissario del governo italiano per Expo 2015, Letizia Moratti, del Ministro per le Politiche Comunitarie del governo, Andrea Ronchi, e del vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani.

Europarlamento24 ha chiesto all'onorevole Carlo Fidanza, di spiegare il senso di questa iniziativa.

Cosa significa presentare l'Expo 2015 all'audience di Bruxelles?

La prima presentazione di Expo avvenne a Bruxelles nel 2007 su iniziativa di Mario Mauro. Eravamo in piena corsa per l'assegnazione e l'impegno italiano per Expo era una novità assoluta. Ora abbiamo voluto promuovere questo momento di confronto per aggiornare gli stakeholder sul progetto definitivo presentato pochi giorni fa al Bie sui progetti collegati e sulle possibilità di collaborazione in chiave Expo. Abbiamo già avuto un'ottima risposta da parte non soltanto dei parlamentari europei italiani, che a prescindere dalla provenienza geografica hanno compreso l'importanza di Expo come occasione di valorizzazione del sistema Italia, ma anche da associazioni di categoria e imprese europee operanti in particolar modo nei comparti agroalimentare, turistico e commerciale.

Perché definite l'Expo 2015 di Milano "una sfida per tutta l'Europa"?

Expo 2015 non è solo una sfida per Milano e la Lombardia ma è la più importante manifestazione internazionale che l'Italia ospiterà nei prossimi anni. Se da un lato è vero che le entrate più consistenti si stimano per la Lombardia, dall'agricoltura al settore immobiliare a quello delle costruzioni, è altrettanto vero che tutte le città del nostro Paese godranno di un aumento del flusso turistico, anche grazie ai molti accordi stipulati dal Sindaco Moratti e dall'ad Stanca. Ma vogliamo guardare ancora oltre. Stiamo studiando con il Vice Presidente della Commissione Europea e Commissario per l'impresa e il turismo Antonio Tajani dei pacchetti turistici europei per i grandi eventi internazionali per i visitatori provenienti da Oltreoceano o dai nuovi mercati, come Russia, Cina o India: Expo 2015 ma anche le Olimpiadi di Londra 2012. Prevediamo di attirare a Milano più di 20 milioni di visitatori: la sfida è accrescerne il numero puntando su una promozione sinergica europea. Allo stesso tempo vogliamo verificare la possibilità di attrarre sul nostro territorio investimenti esteri che siano di arricchimento per l'Expo e per l'Italia e utili per le aziende europee. Abbiamo infine l'ambizione di tracciare con il 2015 una nuova strada: non più le Expo ammalate di gigantismo architettonico, come quella attualmente in corso a Shanghai, ma un'Expo dei contenuti e realmente universale, che aiuti a promuovere un nuovo modello di sviluppo che riporti al centro l'uomo. Questa è un'idea profondamente europea e non è un caso che parta dall'Italia.

Lei è promotore del Comitato EuroExpo. Cos'è e a chi è indirizzato?

È un comitato formato da parlamentari europei senza distinzione di schieramento politico. L'assegnazione di Expo 2015 è stata una vittoria ottenuta su impulso forte del Sindaco di Milano Letizia Moratti, sostenuta dalle altre istituzioni locali, dall'allora Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati e dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall'allora governo Prodi. Questo spirito non deve andare perduto perché ha rappresentato un vero valore aggiunto. Nelle mie intenzioni, il Comitato dovrebbe svolgere un'azione di lobbying a viso aperto nei confronti dei rappresentanti degli altri Paesi, nonché di associazioni e imprese europee, al fine di promuovere l'immagine di Expo 2015 e di attrarre sul territorio nazionale, in concomitanza con la manifestazione, investimenti e flussi turistici.

Quali categorie professionali italiane devono essere attente a questa iniziativa, oltre, ovviamente, quella turistica?

Naturalmente il comparto turistico-alberghiero sarà quello più coinvolto, ma ci saranno ricadute molto significative per il comparto agricolo e agroalimentare. Il tema stesso "Nutrire il pianeta, energia per la vita" pone al centro il nostro patrimonio di qualità e di biodiversità. Effetti positivi li avranno anche i settori edilizio e dei lavori pubblici, grazie alla mole di lavori pubblici che verranno appaltati nei prossimi anni. Allo stesso modo ci sarà spazio per i servizi di qualità e per la creatività, nell'ambito delle migliaia di eventi che accompagneranno il percorso di Expo da qui al 2015.

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