Governance
Il Parlamento contro paradisi fiscali e fuga di capitali
© Naj-Oleari
10 Febbraio 2010
Nome: Leonardo
Cognome: Domenici
Gruppo Parlamentare: S&D
E-mail: leonardo.domenici@europarl.europa.eu
Il Parlamento Europeo (Pe) ha approvato a larghissima maggioranza (554 voti favorevoli, 456 contrari e 71 astensioni) la relazione di Leonardo Domenici (S&D) che “condanna fermamente il ruolo svolto dai paradisi fiscali nell'incoraggiare e trarre profitto dalla fuga di capitali e dall'evasione ed elusione fiscale”.
Il Pe esorta gli stati membri “a considerare prioritaria la lotta conto questi fenomeni e ad adottare misure concrete e immediate (ovvero sanzioni ndr)”
Governance fiscale
L'elemento chiave è una buona governance fiscale, intesa come “trasparenza, scambio di informazioni a tutti i livelli ed efficace cooperazione transfrontaliera”.
In questo ambito rientrano ad esempio il segreto bancario che dovrebbe essere sostituito da uno “scambio automatico di informazioni in tutti gli Stati membri” e l'applicazione a tutti delle stesse regole.
In proposito i parlamentari ritengono che la direttiva 2003/48/CE sulla tassazione dei redditi da risparmio“costituisca un passo positivo verso la creazione di un quadro globale per lo scambio automatico di informazioni”. Nel contempo i deputati ritengono le disposizioni di tale direttiva dovrebbero essere estese a Paesi come Singapore, Hong Kong, Macao, Dubai, Nuova Zelanda, Ghana e alcuni stati degli Usa. E auspicano un coordinamento delle politiche degli Stati membri per rafforzare l'applicazione delle norme antievasione.
Le misure proposte dal Pe
Come misure concrete contro le fughe di capitali, i parlamentari propongono l'istituzione di un registro pubblico dell'UE che “elenchi i nomi delle persone e delle imprese che hanno creato società e aperto conti in paradisi fiscali”.
I deputati inoltre esortano l'Unione europea ad adottare misure che impediscano l'abuso del “principio di residenza” che consente alle holding o società di comodo di evitare ai loro proprietari effettivi di pagare le tasse nel loro Paese di domiciliazione.
Sanzioni e incentivi
La promozione di una buona governante fiscale passa dall'analisi di diverse forme di sanzioni e incentivi quali:
- un prelievo speciale sui movimenti da o verso giurisdizioni non cooperative,
- il mancato riconoscimento, all'interno dell'Unione europea, dello status giuridico delle società create in giurisdizioni non cooperative
- il divieto per le istituzioni finanziarie dell'Unione europea di stabilire o mantenere filiali e consociate in giurisdizioni non cooperative
Parallelamente, il Pe raccomanda la creazione di un "adeguato sistema di incentivi per il recupero di crediti fiscali transfrontalieri", al fine di aumentare l'attuale tasso di recupero del 5%.
Al riguardo, suggerisce, di ripartire equamente le entrate derivanti dalla riscossione delle imposte non pagate tra l'amministrazione che recupera crediti fiscali per conto di uno Stato membro richiedente e l'amministrazione di quest'ultimo. In questo senso, una base imponibile consolidata comune contribuirebbe ad affrontare i problemi relativi alla doppia imposizione e al prezzo di trasferimento all'interno di gruppi.
Accordi anti-frode
Il Parlamento invita infine tutte le parti interessate ad accelerare la conclusione dell'accordo anti-frode con il Liechtenstein e chiede che sia conferito un mandato alla Commissione per negoziare accordi analoghi con Andorra, Monaco, San Marino e Svizzera. Al contempo, gli Stati membri dovrebbero rivedere i loro accordi fiscali bilaterali con i paesi terzi.
Europarlamento24




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