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Emissioni
Il taglio di Co2 rimane al 20%
28 Maggio 2010
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Tag ambiente, clima, Commissione Europea, efficienza energetica, energia, industria
Sebbene i commissari fossero d'accordo sull'obiettivo ambizioso e sicuramente di forte impatto, tutti hanno sottolineato che questo può avere efficacia solo in un più ampio progetto internazionale che coinvolge anche Paesi extra europei ad altissime emissioni come Cina e India.
La decisione ha subito anche l'influenza di un'attenta analisi di tipo costi-benefici per valutare l'esistenza di vantaggi derivanti da questo aumento.
In realtà, anche questo studio dimostra un impatto negativo della proposta. Infatti, già il costo per raggiungere il 20% è elevato, due anni fa si parlava di circa 70 miliardi di euro scesi poi a 38 in seguito alla crisi; il costo per raggiungere il 30% ammonterebbe a 81 miliardi di euro.
Questa decisione è il risultato di un lungo dibattito che ha visto come protagonisti molti esponenti europei.
La presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea Manuel Barroso, ribadendo l'impegno dell'Italia nella lotta contro l'anidride carbonica. Ha inoltre sottolineato che già il 20% è un obiettivo sfidante e che il 30% avrebbe portato un aumento dei costi legati alla riduzione delle emissioni di Co2 ancora più sostenuti rispetto a quelli degli altri Paesi europei.
Si ritiene che in Italia tale costo avrebbe inciso dell'1,14% del Pil, contro una media europea dello 0,6%. A questo si sarebbero aggiunte le conseguenze di una crisi che sembra non voler dar tregua e che continua a mettere a dura prova la competitività dell'industria europea sui mercati internazionali.
Confindustria è dunque in linea con quanto deciso dal Consiglio europeo. Ritiene che un tale incremento potrà essere promosso solo nel momento in cui tutti gli altri Paesi industrializzati assumeranno obiettivi equivalenti a quelli dell'Unione europea e adotteranno concrete misure per ridurre le emissioni di anidride carbonica.
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