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Agroindustry, Food & Health

Il Wto e l'agricoltura

World Trade Organization (Wto), detto da noi Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) promuove il libero scambio. Il senso dell'azione nell'agricoltura.

02 Aprile 2010

Una brevissima ricognizione storica degli sforzi compiuti dalla comunità internazionale per l'instaurazione di stretti rapporti di cooperazione in campo economico e sociale, essenziali al fine di garantire pace e stabilità nel mondo moderno, risulta certamente necessaria per l'inquadramento e il coordinamento della Politica Agricola Comune (Pac), nel più ampio contesto degli obblighi assunti dall'Unione Europea sulla scena internazionale.

La volontà di procedere verso una sempre maggiore integrazione economico sociale in campo internazionale, chiaramente espressa nella Carta delle Nazioni Unite, ha portato, nel 1964, all'istituzione dell'Unctad, la Conferenza permanente delle Nazioni Unite per il commercio, e nel 1947 all'adozione dell'Accordo generale “Gatt”, sulle tariffe e sul commercio. Nel quadro di tale accordo generale, in seguito, venne costituita la Wto (World Trade Organization), organo permanente, da noi comunemente chiamata Omc, “Organizzazione Mondiale del Commercio”.

Al Wto (Omc) partecipano oggi tutti gli Stati che, credendo nel “libero scambio”, intendono cooperare per il raggiungimento di alti obiettivi quali il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, lo sviluppo sostenibile, la tutela dell'ambiente, la soddisfazione delle esigenze dei paesi in via di sviluppo, mediante l'elaborazione di programmi volti a “favorire l'attuazione, l'amministrazione e il funzionamento dei diversi accordi commerciali, sorvegliare le politiche commerciali nazionali dei suoi Stati membri” e “cooperare con le altre organizzazioni internazionali per rendere più coerente l'elaborazione delle politiche economiche a livello mondiale”. Fra gli oltre 150 Stati che fanno oggi parte dell'Omc, estremamente significative sono, per ovvi motivi, le partecipazioni di Stati Uniti, Unione europea, Cina e Giappone.

Gli accordi Gatt, sviluppati nel seno della Wto, si dividono in trattati, protocolli, allegati: proprio uno di tali allegati (l'Allegato 1A), risulta di nostro interesse perché comprensivo, tra gli altri, “dell'Accordo sull'agricoltura (cosiddetto AoA, “Agreement on Agriculture”), sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie, sugli ostacoli tecnici agli scambi commerciali ”.

Oltre a prevedere autonome procedure per la risoluzione delle controversie fra gli Stati membri, (cosiddetto Dsb, “Dispute Settlement Body”), l'Omc prevede uno specifico meccanismo di esame delle politiche commerciali, il cosiddetto “Tprm o Trade Policy Review Mechanism”, attraverso il quale attua un controllo politico sull'impatto delle politiche economiche adottate da ogni Stato membro dell'Omc, in tutti i settori oggetto dei relativi accordi: quindi anche nel settore agricolo.

Attraverso tale controllo, si vigila sul rispetto delle norme Omc, per assicurare il buon funzionamento del sistema.

Vista la comunitarizzazione, nell'Unione europea, della politica commerciale e agricola, l'appartenenza dell'Unione all'Omc comporta la necessità di garantire la compatibilità, con il regime internazionale, degli interventi statali e comunitari che interessino uno dei settori contemplati dagli accordi Omc: tra questi, anche il settore agricolo.

Ecco perché, ad esempio, “qualsiasi aiuto di Stato, relativo al settore agricolo, deve essere compatibile (non solo) con le politiche comunitarie nei settori agricolo e dello sviluppo rurale, (ma anche) con gli obblighi assunti dall'Unione a livello internazionale, nel quadro dell'accordo Omc sull'agricoltura”.

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