Eurobarometro
Imprenditorialità: vocazione per il 45% degli europei
04 Giugno 2010
Gli europei sono divisi a metà: il 45% preferirebbe essere un lavoratore autonomo, la restante parte dipendente.
I motivi alla base di queste risposte sono vari.
Chi opta per un lavoro dipendente lo fa per ragioni di stabilità economica e di mancanza di risorse, chi sceglie di essere indipendente lo fa per comodità e condizioni lavorative flessibili.
Tuttavia, Cipro e Grecia mostrano una preferenza al lavoro autonomo nettamente superiore alla media dell'Unione europea e degli Stati Uniti, a differenza di Slovacchia, Belgio, Danimarca, Repubblica Ceca e Svezia.
Il lavoro in proprio, però, implica numerosi rischi, che peraltro il 65% degli europei dichiara essere propenso ad assumere.
Differenze di opinione si notano anche in relazione al sesso e all'età. Circa un uomo su due preferisce il lavoro autonomo, a differenza del gentil sesso.
Anche i giovani preferiscono essere liberi professionisti. Questo desiderio è però dettato dalla famiglia. Se i questa è fatta da lavoratori autonomi, anche un figlio su due vorrebbe essere indipendente. Nel caso in cui almeno uno dei due è impiegato, il 58% dichiara di preferire il lavoro dipendente.
L'Italia segue le tendenze europee. Infatti, il 51% desidera aprire un'attività in proprio a differenza di quel 39% che dichiara di preferire il posto fisso fondamentalmente per ragioni di sicurezza economica, occupazione stabile, orario di lavoro definito e, solo in fondo alla scala, citano l'assenza di risorse.
Chi vorrebbe essere indipendente cita la prospettiva dell'indipendenza personale, la libertà di scegliere e la possibilità di percepire più reddito tra i principali vantaggi.
Nonostante le statistiche confermino una preferenza del lavoro in proprio, lo status di imprenditore non è sempre ben visto.
Il 54% degli europei crede che gli imprenditori pensino solo al loro portafoglio e il 49% ritiene che sono sfruttatori.
Se in Europa solo Danimarca (83%), Finlandia (78%) hanno un'immagine più positiva dello status di imprenditore, Polonia (33%), Ungheria (32%) e Italia, con il 59%, hanno la peggiore.
Europarlamento24




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