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Ambiente

In aumento l'export dei rifiuti dentro e fuori l'Ue

Per l'Agenzia europea dell'ambiente il fenomeno non sarebbe negativo, ma ovviamente serve più cooperazione internazionale.

www.energia24.com

20 Novembre 2012

Lo spostamento dei rifiuti tra gli stati membri dell'Ue, ma anche dall'Unione Europea verso i Paesi extraeuropei, è aumentato nettamente tra il 1999 e il 2011.
Questo, in sintesi, il contenuto del rapporto dell'Agenzia europea dell'ambienteMovements of waste accross the Eu's internal and external borders".

Nel periodo preso in esame l'esportazione di rottami di ferro, acciaio, rame, alluminio e nickel è raddoppiata, quella a base di metalli preziosi è nel frattempo triplicata e quella di rifiuti plastici addirittura quintuplicata.

Tra il 2000 e il 2009 è raddoppiata anche l'esportazione di rifiuti pericolosi, compresi i rifiuti elettronici, anche se i volumi trasportati sono diminuiti, probabilmente a causa della depressione economica.

La maggiore movimentazione di rifiuti in Europa, secondo lo studio, presenta aspetti positivi e negativi. Tra i primi vanno annoverate le maggiori opportunità di recupero e riciclaggio, con benefici sia dal punto di vista economico (recupero di materie prime a minor costo) che ambientale (eliminazione discariche e riduzione dell'impatto ambientale), nonché l'uso efficiente delle risorse (il riciclaggio riduce la pressione delle attività antropiche sulle risorse ambientali).

Tra gli aspetti negativi ci sono non solo l'aumento dei trasporti, che implica maggiori consumi energetici e più emissioni di gas serra, ma, per le esportazioni fuori Ue, soprattutto i rischi connessi con l'uso di processi di riciclo e di recupero non sempre rispettosi dell'ambiente e della salute umana, cui si aggiungono i rischi di traffici illegali di materiali che portano al “dumping” ambientale ed economico, quando gli stessi prodotti riciclati o recuperati rientrano poi in Europa.

Per quanto riguarda i rifiuti esportati sarebbe perciò necessario superare le carenze interne europee, sia di tipo industriale, per ampliare i processi e gli impianti di smaltimento per tipi particolari di rifiuti, che di tipo normativo, armonizzando le leggi e i regolamenti, comprese le norme per migliorare i controlli e contrastare azioni illegali.

«I Paesi a rapida crescita economica, come sono molti Stati asiatici - si legge nel documento - hanno bisogno di materie prime spesso ricavate dal riciclaggio dei rifiuti europei, ma questa loro necessità deve favorire la cooperazione internazionale, in modo da passare da una crescente competizione globale sull'accaparramento delle materie prime naturali, a una consapevolezza maggiore del valore del rifiuto come risorsa fondamentale per lo sviluppo socio economico. Questa cooperazione, se ben impostata, scoraggerebbe anche i traffici illegali di rifiuti che spesso si traducono in un danno per l'Europa e per gli operatori industriali ed economici europei. L'aumento della movimentazione dei rifiuti non va, comunque, visto come un aspetto di per sé negativo se il materiale trasportato viene riciclato e utilizzato al meglio in altri luoghi».